Sagan: «Potrei fare il manager di un team WorldTour, ma voglio vincere ancora»

Peter Sagan mostra il numero tre: a Bergen, nel 2017, lo slovacco cala il tris iridato
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Peter Sagan non ha vinto quanto sperava durante le ultime stagioni, ma, nonostante il 26 gennaio compierà 33 anni, non ha la minima intenzione di andare in “pensione”. Peter è considerato come il ciclista più importante dell’ultimo decennio per la sua personalità e per i sui imparagonabili successi, come le tre vittorie consecutive al campionato del mondo. Il corridore della TotalEnergies è determinato a dimostrare di essere ancora uno dei migliori, come ha dichiarato a Outside. «Sto facendo del mio meglio, come sempre, per essere pronto a combattere al più alto livello. Se non ci credessi, non lo farei».

Peter pensa al futuro, ma per lui è ancora troppo presto. «Penso di poter fare il manager di una squadra del WorldTour o qualcosa del genere, ma è una grande responsabilità. Non lo so, ho tempo per capirlo».

Riconosce di vivere un ciclismo rivoluzionato e riflette sulle diverse epoche della sua carriera. «È vero, non ho più 20 anni. Ho 32 anni e ora ho un figlio», ha detto Peter. «Ora sto guardando tutto con l’esperienza passata, non voglio dire che sta diventando noioso, ma non puoi fare le cose che facevi quando avevi 20 anni. Non sarà mai più lo stesso».

Sagan si tuffa in questo 2023, la sua 14esima stagione da professionista, con la voglia di lasciare un segno e si sofferma a parlare anche dei giovani fenomeni del ciclismo odierno. «Una volta i ciclisti che hanno vinto il Tour de France avevano 27 o 28 anni, adesso non è più così: la nuova generazione è sempre più giovane e professionale».

Sagan
Peter Sagan vince la terza tappa del Giro di Svizzera 2022 (foto: Photo Sirotti)

Sagan riflette anche sulle difficoltà, imposte dal covid, che hanno influito sulle sue prestazioni durante le ultime stagioni. «È stato pazzesco. Cosa succede quando risulti positivo? Ti prepari per due o tre mesi e poi boom, sei davvero malato, dieci giorni a casa, troppo malato per fare anche i rulli. Poi devi ricominciare tutto da capo, ma non c’è il tempo per arrivare pronto e competitivo alle gare».

Questo non gli ha permesso di esprimersi al meglio. «Tutto nel tuo corpo funziona in modo diverso, hai questi momenti su e giù e ti senti depresso».