Bernal sta tornando quello di prima: ha ricominciato con le sue “apocalissi”

Bernal
Egan Bernal alla presentazione del Tour de France 2020 (foto: A.S.O./Alex Broadway)
Tempo di lettura: 2 minuti

Egan Bernal sta intensificando i suoi allenamenti, e ogni giorno che passa si sente meglio. Ieri, nell’ultima pedalata sulle strade della sua Cundinamarca, a quasi 3mila metri di altitudine, ha fatto un tempo molto vicino (1 ora e 38 secondi) al suo record personale (53’38”) registrato sulla stessa salita nel 2019. Il dislivello nei 20,74 km di salita era di 1.285 metri, la pendenza media del 6,1%.

A dimostrazione del buon livello raggiunto, Bernal in questi giorni è tornato a fare uno dei suoi allenamenti più controversi, ma anche più intensi, la famosa ‘apocalisse‘ che all’epoca fu criticata, perché sembrava che logorasse inutilmente l’atleta. I segnali sono buoni. Egan vuole presentarsi al top all’inizio della stagione, in cui saranno lui e Daniel Felipe Martinez ad avere gran parte della responsabilità della Ineos Grenadiers. A dieci mesi e mezzo dall’incidente del 24 gennaio che gli è quasi costato la vita, il recupero è stato piuttosto rapido, ma il team medico di Ineos ci va con i piedi di piombo: vuole che tutto sia sotto controllo, e soprattutto non affrettato. La buona notizia ora è che Bernal torna alle sue ‘apocalissi’ e questo è un grande segnale.

Prima dell’incidente, una delle pratiche ricorrenti di Bernal era andare a tutta per più di 5, 6 ore (spesso anche 7, 8, a volte di più), in un solo giorno. A lui fare questo piace, ha detto anche che non era un lavoro o uno sforzo, quindi lo ha sempre fatto senza problemi. Dopo l’incidente questo non si è più ripetuto, per ovvi motivi, ma quasi un anno dopo il corridore colombiano ha ripreso a stabilire di nuovo grandi record. Ha da poco fatto una nuova apocalisse a Tabio, con più di 6 ore di sforzo: tutti segnali interessanti che ci dicono che può tornare al suo livello.