A tutto Pogacar: «Non accetto che il mio secondo posto al Tour venga visto come una sconfitta. Evenepoel? È più forte di me»

Pogacar
Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard si sfidano al Tour de France 2022 (foto: A.S.O./Ballet)
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Un anno intenso, ricco di successi e condito dal mancato tris al Tour. Tadej Pogacar, nonostante la sconfitta sulle strade di Francia, può ritenersi decisamente soddisfatto della sua stagione. Sedici vittorie tra cui l’UAE Tour, la Strade Bianche, la Tirreno, il GP Montréal e il Lombardia.

In una intervista a CyclingNews, Pogacar ha però parlato del Tour de France e di chi vede il suo secondo posto come una sconfitta. «Non accetto questa cosa. Ho vinto tre tappe e la maglia bianca: se quella è una sconfitta, allora non c’è modo migliore di perdere. Il Tour lo perde chi non finisce neppure la prima tappa, e non chi è lì ogni giorno a lottare per la vittoria».

Ma è già tempo di guardare al Tour 2023. «Useremo l’esperienza passata a nostro favore, tornando in Francia con una mentalità ancora più vincente e affamata. Daremo il 100% per provare a vincere, speriamo solo di non avere le stesse sfortune e gli stessi problemi che abbiamo avuto quest’anno come squadra».

Proprio la sua UAE Team Emirates, per tornare a vincere il Tour de France, ha ingaggiato alcuni scalatori che potranno dare supporto al capitano Pogacar, come Adam Yates e Jay Vine. «Avrò nuovi compagni, la squadra sta diventando più forte: non vedo l’ora di incontrarli e correre con loro. Ayuso poi penso possa vincere un grande Giro nel futuro e questo per noi è positivo. Se è un rivale? No, è un compagno di squadra».

Nella lunga intervista a CyclingNews, Pogacar ha avuto modo anche di parlare degli altri giovani del gruppo. «Avere una nuova generazione è bello. Abbiamo già avuto grandi battaglie e credo che ne avremo altre in futuro, tanto nei grandi Giri quanto nelle classiche. A volte mi piacerebbe stare sul divano a godermi le corse, ma mi tocca starci dentro…»

Tra i tanti giovani anche Remco Evenepoel. «Ha la genetica dalla sua parte ed è incredibilmente forte. È aerodinamico in sella, ha numeri ottimi ed è forte sia fisicamente sia mentalmente, è uno duro da battere. Non so se correremo contro nel 2023, ma ci vorranno anni prima che si riescano a capire i suoi limiti. Forse è più forte anche di me».