Alaphilippe: «È stata la stagione più dura della mia carriera e ora avverto di più il pericolo»

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Julian Alaphilippe in azione alla Vuelta di Spagna (foto: UniPublic/Lopez)
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Il 2022 è stato un anno difficile e deludente per Julian Alaphilippe, poiché cadute, malanni e infortuni gli hanno impedito di gareggiare da protagonista come nelle scorse stagioni. «Non sono mai stato al 100% nemmeno in una gara… Volevo vincere come avevo fatto spesso in passato, ma i problemi hanno continuato a susseguirsi» ha detto “Loulou” a Cyclingnews. «È stata la stagione più dura della mia carriera».

Il momento più difficile che Alaphilippe ha vissuto è stata la bruttissima maxi-caduta che ha coinvolto quasi tutti il gruppo durante la Liegi-Bastogne-Liegi. Il corridore francese della Quick-Step Alpha Vinyl si è scontrato con un albero e ha avuto la peggio. Dopo quell’incidente non si sente più sicuro in bici: «Quando vado in discesa e le strade sono insidiose, mi sento un po’ più spaventato di prima. Questo non significa che ora freno di più o che sbaglio, ma devo ammettere che avverto di più il pericolo».

Capisce però che dovrà convivere con quella paura, poiché il ciclismo è fatto di pericoli costanti, anche nelle fasi più tranquille di corsa. «Il ciclismo era pericoloso anche dieci o venti anni fa. Penso che sia nella sua essenza uno sport pericoloso» ha affermato Alaphilippe spiegando anche le ragioni per cui le cadute si verificano frequentemente. «A volte le strade sono pericolose, ma i ciclisti sono responsabili del modo in cui vanno in bicicletta e sta a noi pensare anche agli altri in gara. C’è molta pressione e tutti vogliono stare davanti: non credo che questo cambierà mai, è la natura delle corse».

Il suo calendario nel 2023 sarà segnato dal ritorno al Giro delle Fiandre. «L’ho vista in televisione da bambino, ho corso solo una volta ed è finita come tutti ricordano, ma è pur sempre una delle gare che amo di più». L’altro grande obiettivo per il francese sarà il Tour de France. «Voglio esserci e partecipare nella mia forma migliore. Ho ricordi meravigliosi delle mie ultime partecipazioni e so che, quando sei al meglio, in quella gara provi emozioni che non senti da nessun’altra parte» ha concluso Alaphilippe.