La Ineos punta in grande sul Tour 2023: «Proveremo a vincerlo, abbiamo corridori non lontani dal livello di Vingegaard e Pogacar»

Egan Bernal taglia il traguardo dell'ultima tappa del Tour de France 2019: la Grande Boucle è sua (foto: A:S.O.)
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Dopo aver dominato per anni il Tour de France, negli ultimi tre anni la Ineos Grenadiers non ha recitato più un ruolo da protagonista. La vittoria di Egan Bernal nel 2019 è stato l’ultimo acuto della corazzata britannica, che punterà di nuovo tanto sulla Grande Boucle del prossimo anno. La Ineos ripartirà dal terzo posto di Geraint Thomas alle spalle di Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar. Ancora sul gradino più basso del podio nel 2021 con Richard Carapaz, mentre nel 2020 con il ritiro di Bernal nessun corridore della Ineos fu presente tra i primi dieci della generale a Parigi.

Dopo l’addio di Carapaz e Adam Yates, rispettivamente alla EF Education-EasyPost e alla UAE Team Emirates, e la probabile partecipazione di Thomas al Giro d’Italia, la grande domanda è: chi sarà il prossimo capitano della Ineos al Tour? Velonews ha interpellato Steve Cummings, uno dei direttori sportivi della squadra, proponendogli un possibile tridente: Egan Bernal, Tom Pidcock e Daniel Felipe Martinez. Ma Cummings non si è sbilanciato: «Vedo molte possibilità per noi nel corso del Tour del prossimo anno».

«Vogliamo correre e vincere» dice Cummings. Le ambizioni sono alte e irremovibili in casa Ineos, con la consapevolezza, però, che il gap con gli avversari più forti non è facile da colmare. «Dobbiamo sperimentare parecchio e lavorare sodo per colmare quel divario. Anche se non riuscissimo a vincere, vogliamo competere fino alla fine per una buona classifica. Inoltre, punteremo alle vittoria di tappa ogni giorno». E c’è tanta fiducia nella parole di Cummings: «Abbiamo corridori che possono raccogliere la sfida. Sulla base dei dati, sappiamo che ce ne sono alcuni che non sono molto lontani dal livello di Vingegaard e Pogacar. Vogliamo colmare questo divario. Con Dani, Egan e anche Carlos Rodriguez abbiamo dei leader solidi, ma forse c’è anche un ragazzo giovane che può fare un grande passo in avanti».

Ma come procede il recupero di Bernal? A metà settembre ha subito un nuovo intervento al ginocchio. «Sarebbe fantastico se Egan fosse nella sua forma migliore alla vigilia del Tour. Non sappiamo ancora se ce la farà. Per ora è in anticipo sui tempi, ma ci sono interrogativi a cui rispondere e c’è ancora molta strada da fare. Sulla carta, il Tour 2023 sembra adatto a lui, ma non gli vogliamo mettere pressione».