BS BIGSHOT / La “Roubaix degli spettri”: dal fango spunta un Colbrelli da leggenda

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Una delle Parigi-Roubaix più belle e strane degli ultimi decenni. Per la collocazione, a inizio ottobre anziché ad aprile, a causa delle restrizioni anti-Covid; per un bagno di pioggia e fango che non si vedeva dal 2002; per gli uomini che si giocarono la vittoria, tutti e tre debuttanti nella Regina delle classiche.

Fra questi, insieme al giovane Vermeersch e a van der Poel, c’era Sonny Colbrelli, alle ultime battute di una stagione meravigliosa, nella quale aveva già conquistato la maglia tricolore e quella di campione europeo. Malgrado la condizione splendida, era difficile pronosticarlo tra i favoriti di una corsa che a trentun anni non aveva mai conosciuto.

In una giornata di straordinaria durezza, Colbrelli è stato il più duro di tutti ed è riuscito a riportare la Roubaix in Italia, ventidue anni dopo il successo di Andrea Tafi, edizione 1999. I problemi cardiaci accusati qualche settimana fa gli impediranno di riprovarci domenica prossima. La sua impresa, però, è lì, consegnata per sempre alla storia del ciclismo.

Di seguito, dieci immagini tratte dalla Roubaix d’autunno, una delle più crude e difficili di sempre.

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