Ciuccarelli: «Dopo il Valle d’Aosta e il ritiro in nazionale ho finito le energie. Mi sento pronto per il professionismo»

Ciuccarelli
Riccardo Ciuccarelli della Biesse-Carrera al Giro Under 23
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Il quarto anno tra i dilettanti è per tutti un punto di svolta. È il momento in cui bisogna mettere in strada tutta l’esperienza accumulata nelle stagioni precedenti e prepararsi al grande salto nel professionismo. Riccardo Ciuccarelli è stato un po’ più fortunato degli altri, avendo firmato un contratto con la Drone Hopper-Androni per il 2023 già al termine del 2021. È rimasto un altro anno tra gli Under 23 per mettersi alla prova e tra alti e bassi la sua stagione è filata via. È mancata la vittoria, ma sono arrivati anche risultati positivi come il quinto posto al Giro della Valle d’Aosta.

E poi?

«E poi sono salito al Sestriere per un ritiro in altura con la nazionale di Amadori. Giorni intensi per preparare e arrivare nelle migliori condizioni all’Avenir. Tornato a casa però ho sentito che c’era qualcosa che non andava, mi sentivo stanco e con poche energie».

Dovevi correre l’Avenir…

«Sì e mi è dispiaciuto moltissimo non andare. Sono state fatte delle scelte e non posso che esprimere il mio disappunto, ma non nei confronti di Amadori, che ha costruito la nazionale in base alle sue esigenze e idee. Me la prendo con la sfortuna e con me stesso, purtroppo è andata così».

Riccardo Ciuccarelli al traguardo della terza tappa del Giro della Valle d’Aosta

A Poggiana e Capodarco non è andata meglio.

«Purtroppo no, ma ancora adesso sono in difficoltà. Sto facendo un po’ il conto con il mio fisico che chiede di recuperare delle energie. Dopo Capodarco ho deciso di fare delle analisi per capire cosa stesse succedendo e ho riscontrato dei valori bassissimi. C’è poco da fare, fortunatamente non è niente di grave e con un po’ di riposo si recupera normalmente».

Quindi la tua stagione è finita?

«No, perché voglio dare ancora un po’ il mio contributo alla squadra. Farò Piccolo Lombardia, San Daniele e forse Franciacorta, ci tengo a chiudere bene e senza rimpianti la mia avventura tra gli Under. Se farò gare da stagista con la Drone Hopper? No».

In questo periodo difficile hai corso anche tra i professionisti. Che esperienza è stata?

«Una bella esperienza, come quelle a inizio anno fatte al Sicilia e alla Coppi e Bartali. Non ero al massimo della condizione, ma mi sono gettato nella mischia. Il terzo giorno ho centrato la fuga in una tappa in cui non era affatto facile. Poi trovare un ruolo in queste corse quando sei in un team continental è difficile perché non fai tu la corsa, ma la devi subire. Però si impara tanto».

Cosa ti manca ancora e cosa invece hai già per passare professionista?

«Credo di aver acquisito una bella esperienza in questi quattro anni. Mi sento abbastanza maturo per fare questo salto, sono passato da gioie e dolori, vittorie e sconfitte. Sicuramente mi manca qualcosa, ma penso che con il tempo si cresce e si migliora sempre di più. Non saprei dire adesso cosa mi manca, magari lo scoprirò dopo le primissime gare».

Con quali ambizioni passi?

«Il primo anno sarà di transizione e di esperienza. Ovviamente voglio trovare presto un ruolo in questo mondo, scoprire che corridore posso diventare e se ho effettivamente i mezzi per stare li in gruppo. Togliermi qualche soddisfazione poi non mi dispiacerebbe, il sogno è di vedere il nome Ciuccarelli in cima all’ordine di arrivo di una grande corsa».