Froome affascinato da Evenepoel e i giovani spagnoli: «Remco sa gestire pressioni e aspettative. Ayuso e Rodriguez sono già maturi»

Froome
Chris Froome della Israel Premier Tech al Tour 2022 (foto: A.S.O./Ballet)
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Una Vuelta sottotono, dove non è riuscito a centrare neppure una fuga, chiude probabilmente la difficile stagione di Chris Froome. Il quattro volte vincitore del Tour de France non ha mai lasciato il segno quest’anno, lanciando sempre segnali negativi ad eccezione del terzo posto sull’Alpe d’Huez.

La corsa spagnola però ha comunque dato modo a Froome di osservare da vicino Remco Evenepoel e gli altri giovani fenomeni che hanno animato la Vuelta, come Ayuso e Rodriguez. L’analisi del britannico inizia ovviamente dal vincitore della maglia rossa…

Froome sui giovani spagnoli

«Avere la maglia di leader per tutti quei giorni e difenderla in questo modo al primo vero grande Giro della carriera è qualcosa che raramente mi è capitato di vedere. Evenepoel ha dimostrato di poter gestire molto bene la pressione, le aspettative, ma anche la fatica. Sarà il futuro delle corse a tappe».

Il discorso di Froome verte poi su Ayuso e Rodriguez, i due spagnoli già capaci di lottare per i piani alti della classifica generale nonostante i 19 e 20 anni d’età. «È impressionante vederli in azione. Mostrano una maturità incredibile nonostante la giovane età. Penso che questo sia dovuto al fatto che hanno accesso a programmi di alimentazione, allenamento e preparazione fin dai quindici anni. Ecco perché quando passano professionisti a 20 sono già pronti a giocarsela con i migliori del gruppo. Il futuro della Spagna è salvo».