Carera fermato a Malpensa: seguirà Balsamo, Pogacar e Girmay in tv

Tadej Pogacar, uno dei campioni di Alex Carera, che correrà al mondiale di Wollongong, in una foto d'archivio a Imola 2020
Tempo di lettura: 3 minuti

Mettetevi comodi, se potete. A casa, per un pranzo domenicale al ristorante o davanti allo smartphone: quella del 25 settembre sarà una nottata (italiana) ad alta tensione. E niente sarà più lo stesso dopo la corsa più attesa dell’anno. Per Alex Carera sarà un mondiale particolare, il secondo della sua carriera “a distanza”: il procuratore tra gli altri di Elisa Balsamo, Tadej Pogacar e Biniam Girmay è stato fermato a Malpensa quando stava per imbarcarsi verso Sidney. Il motivo? Durante il Tour de France ha dimenticato il passaporto a Francoforte e le autorità australiane non hanno accettato il suo ingresso a causa di una denuncia di smarrimento. Ma Wollongong non sarà il primo mondiale dal divano per Carera: nel 2010 a Melbourne, sempre in Australia, anche fu costretto a rinunciare alla trasferta. Il risultato? Scopritelo nell’intervista su quibicisport.

Carera, ci racconti la vicenda del passaporto. Com’è andata?

«Durante il Tour de France ho dimenticato il mio passaporto sull’aereo. All’aeroporto di Francoforte lo hanno ritrovato la sera stessa, ovviamente, perché io avevo indicato il posto dove ero seduto e me lo hanno spedito a casa. Ma non mi hanno detto di aver fatto la denuncia di smarrimento. Quindi ieri sera arrivato a Malpensa per imbarcarmi direzione Sidney, il mio passaporto risultava smarrito e quindi le autorità australiane non mi hanno accettato l’ingresso».

E adesso?

«Devo rifare il passaporto, ma i tempi della Questura italiana sono minimo di sei giorni e il mondiale lo guardo in televisione. Purtroppo è così. I miei corridori li ho già avvisati e gli appuntamenti che avevo fissato per il mondiale, non li posso fare».

Niente ragazzi, quando si dice “destino”. 2 mesi fa avevo smarrito il passaporto (sapevo dove l’avevo lasciato) infatti…

Pubblicato da Alex Carera su Lunedì 19 settembre 2022

Quanti corridori dei suoi sono ai mondiali?

«Abbiamo ventiquattro atleti nelle varie categorie impegnate a Wollongong. Samuele Battistella, Lorenzo Rota, Henok. Sono tanti. Abbiamo anche Elisa Balsamo e diverse atlete della nazionale italiane femminile. La Guazzini che ha vinto il mondiale a cronometro tra le Under 23, è una nostra atleta».

Carera, che corsa si aspetta domenica?

«Io mi aspetto una gara impegnativa. Le condizioni atmosferiche per domenica non sono buone e quindi mi aspetto una Classica. Si giocheranno il mondiale i migliori. Due squadre cercheranno di controllare la corsa: una in particolare sarà l’Australia e l’altra sarà il Belgio, ma avranno due tattiche diverse. La prima dovrà contenere per portare Matthews in volata e credo che Biniam Girmay dovrà seguire questo tipo di tattica. Invece il Belgio e l’Italia cercheranno di fare una corsa più all’attacco perché non possono andare allo scontro diretto con Van Aert, Van der Poel e Tadej (Pogacar,ndr). Se non gioca d’anticipo, l’Italia sarà in difficoltà».

Pogacar come può pensare di vincere? Strade Bianche e Grand Prix Montreal sono due esempi della sua poliedricità.

«Penso che l’ultima gara del calendario World Tour si è disputata in Canada e ha vinto con una volata. Secondo è arrivato Van Aert e terzo Bagioli. Lì ha dimostrato che può vincere sia in uno stile Strade Bianche, ma anche in uno sprint ristretto. In Canada è partito molto lungo in testa ai trecento metri e nessuno lo ha saltato. Dipende molto da come si arriva alla volata. In Canada il percorso era più duro, ma la distanza del mondiale è decisamente maggiore. Penso che Tadej in forma è il corridore al mondo che può vincere qualsiasi tipo di gara, quindi compreso il mondiale».

Girmay, invece, arriva da vice-campione del mondo degli Under 23 e da un’ottima stagione nelle Classiche.

«Domenica Biniam dovrà seguire ed essere un uomo-ombra di Michael Matthews, uno che ha le sue caratteristiche, che gioca in casa e che ha una squadra fortissima. Dovrà stare sulle loro ruote, è ancora ragazzo ed è forte, intelligente e dotato di uno sprint velocissimo. È arrivato secondo dietro Van der Poel in Belgio: questo vuol dire che in caso di arrivo in volata con una ventina di corridori, lui può giocarsi tranquillamente una medaglia».

Balsamo per il bis iridato: come lo scorso anno e all’Europeo, sarà ancora Italia contro Olanda?

«Secondo me sì. Italia e Olanda sono le due squadre nettamente più forti. L’Italia ha dimostrato di essere molto unita, non soltanto al mondiale dello scorso anno dove le sue compagne hanno fatto un lavoro straordinario, in primis Elisa Longo Borghini, ma anche nelle altre gare. Una squadra unita può fare la differenza contro le olandesi che tante volte nonostante fossero le più forti, non hanno fatto la tattica perfetta. Confido che la squadra sia unita, perché Elisa tiene molto al mondiale ed è veramente una grande campionessa che da quando è arrivata alla Trek-Segafredo dopo la grande scuola della Valcar Travel & Service, ha fatto un grande salto di qualità. Vincerà solo una, ma sono sicura che lei sarà una grandissima protagonista».

Carera, quello di domenica, sarà il primo mondiale visto da casa per lei?

«In verità è il secondo mondiale. Rimasi a casa anche nel 2010 e vinse un mio atleta, Thor Hushovd. Spero che la storia si possa ripetere».