Liberté, égalité e una notizia che ci riporta indietro nel tempo

Alaphilippe
Julian Alaphilippe mostra con orgoglio la medaglia d'oro ai Mondiali delle Fiandre
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In queste ore di vigilia del Mondiale una notizia mi ha fatto cadere le braccia. La nazionale francese è arrivata in Australia dopo un volo di oltre venti ore: Julian Alaphilippe e i suoi compagni della squadra maschile hanno viaggiato in business, mentre le atlete della squadra femminile erano in economy. Negli ultimi mesi abbiamo parlato molto di parità, di diritti, di minimi salariali, di premi finalmente all’altezza, di corse come il Tour e la Parigi-Roubaix che sono aperte una volta per tutte alle donne. E poi arriva questa notizia da Wollongong a riportarci indietro di decenni. 

«Bisognava fare delle scelte economiche», ha spiegato la Federazione ciclistica francese. «E’ stata una scelta precisa. Tutti hanno viaggiato in classe economica, tranne i professionisti. Perché l’abbiamo fatto? Perché gli uomini difenderanno il loro titolo anche quest’anno. E soprattutto perché dovevamo fare delle scelte economiche. Essendo questo viaggio molto lontano, costa molto. E se volevamo prendere tutti, dovevamo fare delle scelte. E se tutti fossero stati in business, molte persone sarebbero rimaste a casa. Tutti lo sapevano, e nessuno si è opposto». 

Dunque sono i risultati a decidere se hai diritto a viaggiare comodamente? Se corri per (e con) il due volte campione del mondo Alaphilippe puoi allungare le gambe, farti preparare il letto dalla hostess o dallo steward, mangiare qualcosa di appena cotto, guardare un film in prima visione assoluta. Se invece sei Juliette Labous o Evita Muzic puoi rannicchiarti in economy, farti portare il vassoio di pollo di simil-plastica e contare le pecore fino a Sydney. Ma ricordati di sorridere, ché ti portano perfino ai Mondiali. 

Fa un certo effetto che tutto questo succeda nel Paese più rivoluzionario d’Europa, dove liberté, égalité e fraternité non sembravano un modo di dire. Nel Paese che si immagina sempre un passo avanti, e spesso lo è. Jean-Luc Godard, maestro di cinema, ha scelto il suicidio assistito a 91 anni, e poche ore dopo il presidente Emmanuel Macron annunciava una consultazione nazionale sul tema. E’ successo appena tre giorni fa, stavamo ancora invidiando i francesi per la loro capacità di intercettare i diritti, ed ecco la notizia scandalosa del volo a due velocità. 

La risposta non può essere: «Le atlete lo sapevano e hanno accettato». Tutti avremmo accettato, pur di andare ai Mondiali. Sono occasioni che capitano quante volte nella vita? Magari una sola, magari mai. Ma ci sarà stato qualcuno che si è fatto venire in mente questa soluzione per spendere meno. Probabilmente è stato un uomo, i dirigenti federali in genere lo sono. Ma quest’uomo non ce l’ha una madre, una sorella, una compagna? Una figlia magari? Non ha mai avuto qualcuno che gli ha insegnato l’educazione, che gli ha spiegato che siamo uguali, o che gli ha fatto vedere con l’esempio, anche una volta sola, che si può perfino essere gentili? 

L’anno scorso, sul volo che portava gli azzurri del ciclismo ai Giochi di Tokyo, c’era anche la nazionale di basket. Tutti – ciclisti e cestisti – avevano posti in economy. Danilo Gallinari, che è alto due metri e otto centimetri, aveva un biglietto di business, un upgrade che gli aveva procurato probabilmente il suo club, o uno sponsor. Gallinari cedette il suo posto in business a un uomo dello staff della nazionale e andò a sedersi in economy con i suoi amici di squadra. Che bello sarebbe sapere che il due volte campione del mondo Alaphilippe ha lasciato il suo posto di lusso a una compagna di nazionale. Com’era che dicevano i francesi? Liberté, égalité eccetera eccetera.