Guzzo c’è e punta al finale di stagione: «Due mesi difficili, ma sono tornato. Piccola Sanremo e Ruota d’Oro i miei obiettivi»

Guzzo
Federico Guzzo in trionfo alla Coppa della Pace 2022 (foto: photors.it)
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Leader del Prestigio Bicisport fin dall’inizio della Challenge, al Giro del Friuli Federico Guzzo si è visto scavalcare in classifica da Nicolò Buratti. Una primavera di altissimo livello con le vittorie alla Firenze-Empoli, San Vendemiano, Coppa della Pace, e i podi a Belvedere, Mantovani e Giro della Provincia di Biella, gli hanno permesso di lanciarsi come il migliore Under 23 della stagione. Purtroppo però due mesi difficili dopo la caduta al Giro d’Italia hanno rischiato di compromettere tutto. Il corridore della Zalf non si è voluto arrendere, ha rialzato la testa e ha conquistato l’Astico-Brenta, poche settimane dopo il secondo posto a Poggiana. Insomma, un finale di Prestigio ad altissimo livello con alcune prove importanti ancora tutte da correre.

Cos’è successo in quei due mesi?

«La caduta al Giro d’Italia mi ha debilitato fisicamente per qualche settimana, ma anche dopo aver recuperato dai dolori non sono riuscito a ritrovare la giusta condizione. Probabilmente ho anche staccato io mentalmente dopo una primavera intensa e corsa davvero bene. Un po’ di fattori insomma che non mi hanno permesso di tenere alto quel livello».

Però ti abbiamo rivisto pimpante nelle ultime settimane…

«Qualche bel segnale è arrivato, fortunatamente. A Poggiana ho messo le basi del finale di stagione, mentre all’Astico-Brenta stavo già molto bene. Non voglio fermarmi però, ho perso fin troppo tempo con quei due mesi e troppe strade…»

A cosa ti riferisci?

«È chiaro che il mio obiettivo è passare professionista, non bisogna nasconderlo. Dopo le gare in primavera ero stato avvicinato da alcune squadre, ma le prestazioni negative da giugno in poi hanno un po’ rovinato tutto. Peccato, ma le squadre professioniste fanno i loro ragionamenti: spero di far cambiare loro idea in questi ultimi mesi».

Quindi al momento non hai nessun accordo?

«Al momento no, ma non mi arrendo».

Ti è dispiaciuto non essere stato molto coinvolto con la nazionale di Amadori?

«Dispiaciuto sì, ma vale lo stesso discorso di prima. Il cittì ha fatto le sue considerazioni, scegliendo i ragazzi più in forma per europeo, Avenir e mondiale. Non sarebbe stato neppure giusto togliere un posto a chi stava meglio di me. Sono rammaricato, ma capisco le decisioni di Amadori».

Tra l’altro hai corso con i professionisti al Giro di Toscana, che esperienza è stata?

«Un’esperienza davvero formativa. Mi piace correre tra i professionisti e in più il livello era anche piuttosto alto viste le tante squadre World Tour. Sono andato piuttosto bene, peccato non aver finito la corsa ma ho avuto un problema meccanico nella discesa e non sono riuscito a rientrare».

E ora dove correrai?

«Punto forte alla Piccola Sanremo di Sovizzo, poi correrò la Coppa Collecchio, il campionato italiano cronosquadre e il Ruota d’Oro, una classica in cui mi piacerebbe molto mettermi in mostra».