Van Vleuten, la donna dei record: 34 giorni di gara e 12 vittorie. Luperini: «Vincere correndo poco è ancora più difficile»

Van Vleuten
Annemiek Van Vleuten vince la Ceratizit Challenge by La Vuelta (foto: Rafa Gomez /SprintCyclingAgency©2022)
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Benvenuti nel favoloso mondo di Annemiek Van Vleuten, la fuoriclasse olandese che ha infilato una tripletta unica: Giro, Tour e Vuelta.

Nessuna prima di lei ci era riuscita, ma questo è scontato. Solo quest’anno le cicliste hanno avuto la possibilità di cimentarsi nelle tre grandi corse a tappe nella stessa stagione con i dovuti distinguo… Perché mentre il Giro Donne si è corso su dieci tappe, il rientrante Tour targato Aso ne ha proposte otto e la Vuelta in versione femminile “solo” cinque.

Messa da parte questa necessaria puntualizzazione, il resto lo ha fatto la classe di una ciclista che per trovare stimoli alla vigilia dei 40 anni (che compirà l’8 ottobre) ama spostare l’asticella sempre più in alto.

Che puntasse alla tripletta nei tre Giri non era un segreto, lei stessa lo aveva dichiarato a inizio stagione e nonostante tutto nessuna è riuscita a rovinare il suo progetto ambizioso.

Annemiek è un cane sciolto. Simpatica, ma totalmente autonoma dalle dinamiche della squadra. Impone i suoi programmi e si allena da sola. Il suo posto del cuore è Livigno, da dove posta le foto delle sue uscite, laghi, chiesette, strade senza traffico e mucche che pascolano libere. Ai primi di settembre, mentre preparava la Vuelta, è stata raggiunta dalla mamma alla quale è legatissima (il papà è morto nel 2008).

Quando è caduta nella terzultima tappa di Aldeno al Giro Donne, Annemiek subito dopo l’arrivo (e la vittoria) scherzando chiese “scusa” proprio alla mamma per quello scivolone in discesa.

D’altronde chi non ricorda quello spaventoso volo alle Olimpiadi di Rio del 2016, quando Annemiek in fuga da sola stava pedalando verso l’oro olimpico. L’olandese si fratturò tre vertebre finendo in terapia intensiva. Era il 7 agosto, il giorno del compleanno della mamma che stava seguendo la corsa in tv. Quando lo scorso anno Van Vleuten ha finalmente conquistato a Tokyo quell’oro che mancava in un palmares ricco anche di tre vittorie mondiali, la dedica è stata scontata: «Per mia mamma che dopo Rio non mi ha chiesto di smettere, nonostante il grande spavento».

Ma torniamo alla stagione attuale che precede quella dell’annunciato ritiro. Annemiek ha fatto 34 giorni di gara conquistando 12 vittorie (comprese le quattro classifiche finali di Catalana, Giro, Tour e Vuelta). Un dato notevole che abbiamo fatto commentare a Fabiana Luperini, una che di corse a tappe se ne intende…

«Tanto di cappello a questa “ragazzina” – esordisce la campionessa toscanache pur correndo poco ha fatto cose incredibili. Trentaquattro giorni sono pochi perché di solito più si invecchia, più la gara serve come allenamento. Andare alle corse e vincere puoi farlo quando sei giovane, con l’età non è facile e simulare il ritmo di gara in allenamento significa fare uscite veramente pesanti e avere una testa micidiale».

Van Vleuten quest’anno prima ha eguagliato la doppietta Giro-Tour che Fabiana ha messo a segno consecutivamente tre vote dal 1995 al 1997, poi però l’ha sorpassata con la tripletta nella corsa spagnola.

«E’ ottimo per il movimento che ci sia anche la Vuelta a livello femminile – commenta Luperini – è vero che le tre corse a tappe non sono state lunghissime, però ti devi presentare al top e non è facile avere tre picchi di forma in una stagione. L’unico momento in cui l’ho vista in crisi sono state le prime tappe del Tour. E comunque oltre ad un grande motore bisogna avere grande determinazione, ma conosciamo Annemiek, è una ragazza che si dedica anima e corpo alla bici, però è anche una persona sempre sorridente, umile».

Archiviata la sua magica tripletta, le sfide per Van Vleuten non sono finite. L’ultimo grande obiettivo sarano i campionati del mondo di Wollongong dove l’olandese arriva super carica.

«Vado al mondiale tranquilla – ha detto Annemiek – convinta di riuscire a mantenere un buon livello di condizione».

Non abbiamo dubbi…