Vuelta 2022 / Le pagelle della tappa di Madrid: la passerella per Nibali e Valverde. Le fughe di Maté, i bimbi di Pinot

Alejandro Valverde e Vincenzo Nibali, fianco a fianco nell'ultima tappa dell'ultima Vuelta della loro carriera (foto: Unipublic / Sprint Cycling Agency)
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La Vuelta 2022 è stato il primo grande Giro vinto da Remco Evenepoel, l’ultimo corso da due immensi campioni come Vincenzo Nibali e Alejandro Valverde. Si chiude in una Madrid calda e ancora piena di turisti la corsa degli spagnoli ma anche la stagione dei grandi Giri, vinti da Jai Hindley, Jonas Vingegaard e appunto Evenepoel. L’appuntamento con la Vuelta è al 19 agosto 2023, con la grande partenza da Barcellona. Oggi niente voti, ma qualche immagine, un po’ di ricordi, piccoli flash pescati da questa Vuelta che magari non avevamo avuto tempo o modo di raccontarvi prima. I giudizi dell’ultima tappa, su quibicisport.

Vuelta 2022, le pagelle dell’ultima tappa: dalla volata alla passerella, tutti i voti del gran finale di Madrid

La volata – Ci si mettono in due – Pascal Ackermann e Juan Sebastian Molano – per togliere a Mads Pedersen, in maglia verde, la quarta vittoria di tappa in questa corsa. A Madrid dunque vince il colombiano della UAE, al primo successo di tappa di tappa in un grande Giro. Secondo Pedersen, terzo il suo compagno di squadra Ackermann.

La fuga – Sono 226 i chilometri di fuga per Luis Angel Maté. Il corridore di Marbella della Euskaltel-Euskadi donerà dunque 326 alberi (uno per ogni km di fuga più 100 di bonus) per riforestare la Sierra Bermeja, a Malaga, un’area naturale che nel settembre e ottobre dello scorso anno è stata devastata da un incendio rimasto attivo per 46 giorni durante i quali sono andati distrutti quasi 10mila ettari. Gli organizzatori della Vuelta e la Fundación Euskadi hanno già annunciato che raddoppieranno l’importo. Bravi.

Il combattivo – A proposito di chilometri in fuga, è Marc Soler a farne più di tutti (molto più di tutti) in questa Vuelta: 890. Che fosse un po’ insofferente alla vita di gruppo lo immaginavamo da tempo. E’ lo spagnolo l’uomo più combattivo della corsa. Quanto alle fughe, per la cronaca l’ultima è quella di Luke Plapp e Julius Johansen, ripresi dal gruppo soltanto a 900 metri dalla linea bianca.

I bambini – Non una grande Vuelta per Thibaut Pinot. Ma ci sono stati alcuni gesti che ce lo fanno amare una volta di più. Una delle ultime tappe, al traguardo, lo abbiamo visto tornare indietro e attraversare la strada per andare a regalare una borraccia a un bambino. Prima dell’ultima tappa, durante il tratto di trasferimento al km 0, lo abbiamo visto fatto fare a gara con un altro bambino che seguiva il gruppo dalla ciclabile. Ridevano.

Il tweet – Il più bello lo scrive la Federazione calcio belga postando una foto di Evenepoel con la maglia della nazionale giovanile. «Red suits you Remco!», il rosso ti sta bene. Eleganti.

La classe – E’ quella del due volte campione del mondo Julian Alaphilippe, che dedica al suo giovane compagno che ha vinto la Vuelta parole dolcissime. «Che dire di questo ragazzo. Congratulazioni per questa vittoria. Il lavoro paga, i sacrifici anche. Questa non è la prima volta che ci lasci a bocca aperta, e non sarà l’ultima. Personalmente, è stato un gran piacere aiutarti un po’ in questo exploit».

La raccolta firme – L’altro tweet del giorno lo posta l’account ufficiale della Vuelta, che lancia un appello strappalacrime: «Usiamo questo tweet come raccolta firme perché Valverde e Nibali non si ritirino MAI».

I superstiti – Sono 134 i corridori che hanno finito questa Vuelta 2022: come sempre qualche caduta, ma è stato soprattutto il covid a picchiare duro sui 50 ritiri. Erano partiti in 184 da Utrecht il 19 agosto.

Il record – Spetta a Lawson Craddock, che cade nel cuore di Madrid a 43 chilometri dall’ultimo traguardo.

La passerella – L’omaggio a Nibali e a Valverde prima del via è toccante: il gruppo si apre e li lascia passare, pedalando, affiancati, fra gli applausi di tutti. Più spavaldo lo spagnolo, invece Vincenzo si fa aiutare dagli occhiali da sole a coprire la grande emozione: è stato proprio alla Vuelta, dodici anni fa, che il fuoriclasse siciliano ha cominciato a vincere le sue grandi corse a tappe gettando le basi della sua immensa carriera. Fine di un’era. Per loro rubiamo le parole a Javier Marias, uno dei grandi della letteratura contemporanea, morto oggi a Madrid a 70 anni. Le scrisse in uno dei suoi indimenticabili romanzi, Domani nella battaglia pensa a me. «Es intolerable que las personas que conocemos se conviertan en pasado», è intollerabile che le persone che conosciamo diventino passato.