Enervit e Reiwa smentiscono la Federazione: a chi andavano i 106.000 euro?

Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana
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Dopo le minacce della Federazione di adire le vie legali accusando di diffamazione quanti avevano diffuso la notizia di un discutibile pagamento di 106.000 euro in Irlanda grazie alla correzione del verbale dell’ordine del giorno dello scorso 18 giugno, due importanti comunicati sono giunti oggi nelle redazioni dei giornali.

Prima la Enervit, uno degli sponsor della Federazione, ha precisato di esserlo diventato: “grazie ad un regolare contratto di sponsorizzazione avvenuto attraverso un bando di concorso pubblicato sul sito ufficiale della Federazione Ciclistica Italiana» ed inoltre “di non conoscere e di conseguenza di non aver mai avuto rapporti con la società “Reiwa Management” ma di aver operato per il rinnovo del contratto esclusivamente con soggetti facenti capo alla Federazione Ciclistica Italiana senza l’ausilio di intermediari”.

Dopo la stessa Reiwa Management Limited ha comunicato: “Abbiamo appreso che diversi media italiani hanno pubblicato notizie relative a presunte commissioni dovuteci a fronte di un contratto esistente tra la nostra società Reiwa Management Limited e la Federazione Italiana di Ciclismo (F.C.I.), si precisa che tutto ciò risulta essere completamente falso e che semmai c’era, nei mesi passati, solo una negoziazione tra le parti per concludere un accordo finalizzato al procacciamento di nuovi sponsors e che tale contratto non è mai stato finalizzato e, vista la campagna diffamatoria e denigratoria posta in essere anche nei nostri confronti,  a questo punto mai lo sarà”.

A questo punto ci sono da spiegare molte cose. I 106.000 euro di commissioni, in base ai due comunicati, sarebbero stati riconosciuti ad una società senza alcun contratto in essere e senza che questa abbia mai potuto operare. In più uno degli sponsor in questione afferma di aver concluso l’accordo direttamente con la Federazione.

Il Coni non ha ritenuto di dover intervenire, sarebbe il caso però che il presidente, Cordiano Dagnoni, ed il segretario generale, Tolu, indicessero rapidamente una conferenza stampa per spiegare la vicenda che appare sempre più inquietante.

Questa situazione arreca un danno gravissimo al ciclismo, sport onorato nel mondo da grandissimi campioni.