Europei 2022 / Jonathan Milan, il più giovane tra gli otto azzurri è pronto a sorprendere

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Jonathan Milan al velodromo di Montichiari in una foto d'archivio
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Jonathan Milan è pronto a spiccare il volo come il gabbiano Jonathan Livingston, protagonista del romanzo omonimo di Richard Bach. Sua madre Elena lo stava leggendo mentra era in gravidanza e le piacque così tanto la storia, il modo di vivere e pensare del gabbiano che diede lo stesso nome al figlio. Milan nasce dunque 1 ottobre 2000, data che ne fa il più giovane tra gli otto azzurri che prenderanno parte alla prova in linea degli Europei 2022. Friuliano di Tolmezzo, ama la sua terra ed è impossibile non riconoscerlo nel gruppo grazie ai suoi 196 centimetri di altezza. Espressione della multidisciplinarità fin dalle prima pedalate tra pista e strada e mountain bike. Cresciuto nel Cy­cling Team Friuli, è passato professionista con la Bahrain-Victorious nel 2021.

Jonathan Milan può vantare già un palmerès stellare, grazie agli incredibili successi conquistati su pista. Il cammino che riempirà nel giro di un anno la sua bacheca di medaglie tra gli élite comincia ai Mondiali di Berlino 2020 dove conquista il bronzo nell’inseguimento a squadre con Filippo Ganna, Simone Consonni e Francesco Lamon. Lo stesso quartetto con il quale l’anno dopo si è laureato campione olimpico firmando il record del mondo in quella finale indimenticabile contro la Danimarca nell’Izu Velodrome di Tokyo. In quei momenti a Buja in Friuli davanti al maxischermo c’erano tutti i suoi tifosi letteralmente impazziti, immagini forti.

Nel mezzo ha conquistato tre medaglie agli Europei di Plovdiv 2020 (due argenti e un bronzo) e dopo Tokyo ai Mondiali di Roubaix 2021 si è confermato insieme a quel magico trio nell’inseguimento a squadre portando a casa un altro meraviglioso oro, sfuggito per poco anche nell’inseguimento individuale dove fu argento. Lo stesso format di gara dove poco tempo agli Europei di Grenchen riuscì a fare suo il massimo risultato con una facilità incredibile: ha preso e doppiato il suo avversario, il russo Gonov, dopo 3,5 chilometri di gara.

Ma se Jonathan Milan è stato conosciuto dal grande pubblico per i successi ottenuti nel ciclismo su pista è in grande crescita anche su strada, ponendosi come uno dei maggiori talenti italiani che ancora deve esplorare i propri limiti. Manca il primo successo da professionista, ma l’ha già sfiorato la scorsa stagione, quella d’esordio, alla Settimana Ciclistica Italiana nella terza tappa, dove in volata fu battuto solo da Pascal Ackermann. Qualche mese prima prese parte alla Campagna del Nord iniziando ad imparare cosa vuol dire correre sul pavé ed è stato anche al via ad ottobre della Parigi-Roubaix, la corsa dei suoi sogni, vinta dal compagno di squadra Sonny Colbrelli.

Il 2022 è stato finora complicato per Milan, che in primavera a fine marzo è stato costretto ad interrompere la propria partecipazione alle Classiche del Nord per un’infiammazione nella zona tra l’intestino ed il colon che lo ha bloccato dandogli molte preoccupazioni. Per un mese e mezzo non ha toccato la bici e ha dovuto ridisegnare il proprio calendario. È tornato in gara al Giro di Polonia dove ha concluso terzo in volata in due occasioni (seconda e quarta tappa). Si è fatto così trovare pronto anche nello sprint, oltre che al ruolo di penultimo o ultimo uomo già collaudato. Ha dimostrato un ottimo stato di forma, ma soprattutto di saper cogliere le occasioni ed è pronto a farlo anche a Monaco nella prova in linea dei vicini Europei.

Nella prima partecipazione di sempre con la maglia azzurra tra i pro’ su strada sarà una pedina preziosa del treno azzurro. Ma Milan lo si può considerare come un jolly: se le cose per l’Italia dovessero andare storte oppure si dovesse presentare uno scenario diverso dalla volata di gruppo, gli avversari dovranno tenerlo sott’occhio. Un atleta in possesso di una grande resistenza ed esplosività maturata con quei quattro chilometri a tutta in pista può diventare pericoloso in un finale come quello degli Europei 2022.