Europei 2022 / Guarnieri, l’organizzazione italiana nel mondo

Guarnieri
Jacopo Guarnieri in una foto d'archivio al Giro d'Italia
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Chiamare chioccia Jacopo Guarnieri fa un po’ ridere, lui è piuttosto un incrocio ben riuscito fra una rock star e uno di quei padri modello che si vedono soltanto a casa degli altri. Però Jacopo è di fatto il meno giovane della squadra azzurra a Monaco, a trentaquattro anni è più vicino alla generazione del ct Bennati che a quella dei suoi compagni di squadra Milan e Baroncini. Non è un caso se pochi giorni fa la Lotto Soudal, annunciando il suo ingaggio per i prossimi due anni come ultimo uomo del treno di Caleb Ewan e Arnaud De Lie, lo ha definito «l’esperto italiano», che è un modo gentile per non dire vecchio. La squadra dal prossimo anno si chiamerà Lotto Dstny, e ha una lunga tradizione di treni alle spalle. Guarnieri porterà la sua esperienza, che è anche una questione di organizzazione: nel treno di Démare era lui il responsabile della costruzione dello sprint. E a proposito di Démare: in veste di capitano della Francia, sarà uno degli avversari degli azzurri all’Europeo in Baviera. 

Professionista dal 2009, quando Milan e Baroncini andavano alle elementari, Guarnieri ha preso parte a due Mondiali e a due Europei prima di questo. Nel 2014, a Ponferrada, corse la cronosquadre iridata con l’Astana, finendo al dodicesimo posto; due anni più tardi, a Doha, era uno degli uomini di Davide Cassani: quell’anno vinse Peter Sagan, e Guarnieri finì undicesimo, secondo degli italiani dopo il capitano Giacomo Nizzolo. Due volte nella squadra azzurra agli Europei: era a Herning nel 2017 e anche a Glasgow l’anno dopo, quando Matteo Trentin inaugurò la serie dei successi azzurri nei campionati continentali. Cassani lo aveva convocato anche nel 2020, per l’Europeo di Plouay, ma Guarnieri dovette rinunciare alla chiamata per un contatto con un familiare che presentava sintomi di covid, e al suo posto in Bretagna andò Giovanni Visconti. 

Alla quattordicesima stagione da professionista, Jacopo è pronto a fare l’ultimo uomo in questa edizione che sembra destinata a finire in volata. Non siamo i principali pretendenti al trono, ma Europeo fa rima con Italia dal 2018, e abbiamo ancora negli occhi lo sprint a due vinto da Sonny Colbrelli su Remco Evenepoel un anno fa a Trento. Bennati ha puntato su una giovane Italia, ma gli uomini esperti sono una garanzia. E i più giovani dovranno soltanto aprire le orecchie, e il cuore.