Tour de France Femmes / La Flamme Rouge di Tatiana Guderzo: «Balsamo ha dato tutto. Persico, deve crederci!»

Silvia Persico (a destra), in azione nella terza tappa del Tour Femmes (foto: Muzzi)
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Quinta tappa e giro di boa al Tour de France Femmes, ma questa volta nessuno spazio per la fuga di giornata. Le squadre delle donne veloci hanno chiuso. E non c’è stata storia contro una Lorena Wiebes che ha fatto uno sprint di pura potenza.

«L’olandese in questo momento è la velocista più forte in assoluto – analizza Tatiana Guderzo Elisa Balsamo, seconda, non ha fatto nessun errore. Si era capito che la Trek-Segafredo avrebbe fatto di tutto per provare a vincere la tappa e la campionessa del mondo non ha sbagliato niente. Lei e la Vos sono partite da dietro e si sono staccate: questo significa che la Wiebes è in una condizione ottimale ed è stata davvero impressionante».

Prima dei tapponi di montagna di sabato e domenica, la sfida tra velociste potrebbe ripetersi domani a meno che una fuga non prenda il largo.

«E’ da vedere – interviene Guderzo – perché con la classifica ancora aperta è difficile dare spazio agli attacchi e in questo momento Vos e Wiebes si stanno giocando anche la maglia a punti».

E a proposito di classifica, in attesa che i pezzi da 90 entrino in gioco sulle cime d’Alsazia, al secondo posto, dietro Marianne Vos, c’è Silvia Persico, la bergamasca di 25 anni, leader della Valcar che già al Giro Donne si era comportata molto bene piazzandosi al settimo posto della generale.

«Dopo il terzo posto ai mondiali di ciclocross a inizio stagione Silvia Persico si è sbloccata. Non mi piace usare il termine novità riferito a lei, vedo piuttosto un’atleta che ha acquisito fiducia e sta cominciando a credere sempre di più  in se stessa. Da quello che ho visto al Giro Donne dove nelle salite molto lunghe soffriva, sicuramente adesso la condizione è migliorata e credo che possa giocarsi una top ten. Se poi riuscisse a entrare nelle prime cinque per lei sarebbe una grandissima vittoria».

Un ultimo accenno all’ennesima caduta di questo Tour de France Femmes, che ha coinvolto tre quarti di gruppo quando mancavano circa 45 chilometri al traguardo e che ha messo fuori gioco Emma Norsgaard.

«E’ stata una situazione diversa dalle altre – spiega Guderzo – una di quelle cadute da distrazione, da poca concentrazione. A volte possono essere molto pericolose, perché quando si cade senza aspettarselo, ci si può fare più male. Come è successo alla Norsgaard».