Tour de Femmes 2022 / La flamme rouge di Tatiana Guderzo: «Caos totale, la caduta di Mavi Garcia? Colpe a metà. Ma il direttore sportivo doveva stare più attento!»

Mavi Garcia in azione nella tappa da Troyes a Bar-sur-Aube (foto: A.S.O./Thomas Maheux)
Tempo di lettura: 2 minuti

Una giornata frastagliata quasi come il pavé della Foresta di Arenberg alla Parigi-Roubaix . Una quarta tappa caotica al Tour de Femmes 2022: caos totale per le atlete nel polverone delle strade bianche, per i tecnici e per i meccanici. Tatiana Guderzo nella sua Flamme Rouge di oggi lancia una provocazione: «Sarebbe da chiedere alle atlete se una tappa del genere all’interno del Tour, la ritengono valida o andrebbe tolta». Chissà che idea si è fatta Mavi Garcia: la spagnola della UAE Team ADQ dopo l’impatto con l’ammiraglia della sua squadra è caduta e ha perso tantissimo in classifica. Cosa ne pensa la Guderzo? Le colpe sono a metà, ma il direttore sportivo doveva stare più attento. Tanti temi per la quarta puntata della rubrica di quibicisport: scopriteli e commentateli con noi!

Tatiana, oggi la SD-Worx ha vinto: promosse le ragazze del team olandese?

«Sicuramente oggi hanno corso con la voglia di cercare di vincere e hanno lasciato il primo segno sul Tour de Femmes 2022. Erano in quattro nel primo gruppo ed era abbastanza scontato che ci provassero con Kopecky o Reusser. Essendo comunque in superiorità numerica su un gruppetto ristretto hanno giocato al meglio le loro carte».

Altra giornata in maglia gialla per Marianne Vos: va considerata per il successo finale o non arriverà alla Planche des Belles Filles?

«Il Tour lo finirà, ma secondo il mio punto di vista è lì per puntare alle tappe e alla maglia verde. Già negli strappi di ieri Marianne (Vos, ndr) ha sofferto. Credo che cercherà di difendere la maglia gialla e di vincere la classifica a punti».

Forature, difficoltà e imprevisti: Balsamo che passa la bici a Longo Borghini, è anche con gesti come questo che si fa la differenza.

«Sinceramente non è da tutti giorni che una campionessa del mondo ti dia la tua bici. Elisa Balsamo un’altra volta ha dimostrato di essere una grande atleta. Oggi ho visto diverse atlete hanno dato prova del loro valore: la Guazzini con la Ludwig, la Van Dijk che ha aspettato la Longo Borghini, la Magnaldi con Mavi Garcia. Ho visto capacità di sacrificio per i loro capitani, questo è il bello del ciclismo e lascia il segno in una gara bellissima».

L’episodio clou della quarta tappa: la caduta di Mavi Garcia a contatto con l’ammiraglia della UAE Adq. Come giudichi l’episodio, di chi è la colpa?

«Credo che la colpa stia nel mezzo. Sicuramente non è stato un gesto voluto, ma un errore di calcolo da parte del direttore sportivo che forse avrebbe dovuto essere più lucido di Mavi Garcia già ripresa più volte dalla sfortuna. Lei, secondo me, ha chiuso leggermente il direttore sportivo non ha rallentato come doveva e c’è stato il patatrac. Il direttore sportivo deve sempre avere 45mila occhi in quelle situazioni. Dare colpe o puntare il dito è sempre brutto. Credo che per Mavi non ci voleva proprio, comunque 50 e 50 ma chi guidava doveva stare più attento, ma è stata una fatalità ci mancherebbe».