Tour de France 2022 / 20° DeTour: cosa c’entra il Tour con il Canada e con la Madonna nera del mare?

Tour de France
La madonna nera del mare di Notre Dame de Rocamadour
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deTOUR, deviazione: è quel momento prezioso che interrompe il tempo di un viaggio, costringendoci a uscire dalla strada segnata sulle mappe (o sul Garibaldi). Quando fai una deviazione ti si apre un mondo di possibilità. Vi invitiamo a seguirci, a venire con noi ogni giorno, per tutte e 21 le tappe di questo Tour de France.


Jacques Cartier era nato a Saint Malo, sulla costa bretone, nel mese di dicembre del 1491. Era andato a studiare navigazione in Normandia, a Dieppe, località di mare che secoli più tardi avrebbero amato i pittori impressionisti ma anche un personaggio letterario come Arsenio Lupin, il ladro gentiluomo. Stiamo divagando, detour su detour, ma alla fine della corsa si può. 

Jacques Cartier, dunque. E’ l’uomo destinato a scoprire il Canada, e a dargli il nome. Ha 43 anni quando Francesco I, il re di Francia, gli dà l’incarico di guidare due navi dirette in Labrador: l’idea è quella scoprire un passaggio a ovest che porti in Asia, la Francia vuole colonizzare nuove terre. Il 20 aprile 1534 Cartier salpa dalla sua Saint Malo e in venti giorni tocca terra sulla costa est dell’isola di Terranova. Riparte verso nord e raggiunge il Labrador senza però trovare un passaggio per l’Asia. Incontra gli Irochesi, i nativi, e con loro intrattiene rapporti amichevoli. 

Tornato in patria, riparte con nuovi mezzi nel 1535: entra nel golfo di San Lorenzo e approda in un villaggio, l’attuale Quebec City. Nell’entroterra arriva a un altro villaggio, Hochelaga, che oggi conosciamo come Montreal, ma il gelo lo convince a rientrare. Torna per la terza volta nel 1541, ma nel corso di quel viaggio si impossessa di quello che crede un tesoro prezioso, lascia la compagnia e diserta. E’ l’ultimo atto della sua vita di esploratore. Quella di uomo si concluderà nella sua casa di Saint Malo sedici anni più tardi. 

Questa volta la deviazione sembra allontanarsi molto dalla strada del Tour de France, in realtà oggi la crono arriva a Rocamadour, e Jacques Cartier aveva un legame speciale con questo luogo. I marinai fin dal Medioevo invocavano la Vergine Nera, Notre Dame de Rocamadour, che li proteggeva dagli infiniti pericoli del mari. Cartier dovette rivolgersi alla Vergine durante il suo secondo viaggio, quando dal novembre 1535 all’aprile dell’anno successivo lui e il suo equipaggio rimasero intrappolati nel ghiaccio del San Lorenzo. Si diffuse lo scorbuto: morirono in 25, gli altri 40 erano disperati. Cartier pregò la Vergine, e nei suoi diari raccontò del miracolo: la Madonna nera salvò quel che rimaneva della spedizione. In segno di ringraziamento Cartier, una volta rientrato in Francia, andò in pellegrinaggio fino alla regione del Lot, 650 chilometri più a sud della sua Bretagna. Un voto è un voto. Ogni anno Rocamadour attira qui un milione e mezzo di turisti e pellegrini. E la parrocchia più grande del Québec è tuttora dedicata a Notre Dame de Rocamadour. 

Tappa 20: Lacapelle-Marival-Rocamadour, cronometro individuale, km 40,7.