Merckx spietato contro Pogacar, il “Cannibale” tira le orecchie allo sloveno e lo attacca: «Ha preparato male il Tour e ha fatto errori tattici»

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Eddy Merckx, durante l'incontro alla DMT con Tadej Pogacar (foto: M.Reggiani)
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Di Cannibale ce n’è uno. Per quello della “Nuova Era” bisognerà ancora aspettare o forse non arriverà mai. Eddy Merckx di Tour consecutivi vinti ne sa qualcosa: poker stellare dal 1969 al 1972 con il quinto trionfo nel 1974. Sua Maestà dal suo trono privilegiato affonda il colpo senza pietà su Tadej Pogacar, il suo potenziale erede che a scanso di clamorosi colpi di scena, dovrebbe arrivare secondo alla Grande Boucle alle spalle del danese Jonas Vingegaard. Merckx pensa che la preparazione alla corsa francese per il corridore della UAE Team Emirates sia stata completamente sbagliata e che “Pogi” abbia commesso anche numerosi errori tattici. Al contrario, tantissimi complimenti al connazionale Wout Van Aert. Il pensiero della leggenda del ciclismo è su quibicisport.

Merckx attacca senza mezzi termini la gestione del Tour de France da parte di Tadej Pogacar: «Ha preparato male il Tour e ha fatto errori tattici»

Ecco il pensiero “merckxiano” sul Tour di Tadej Pogacar: “Fin dall’inizio ho pensato che Pogacar non fosse forte come negli anni precedenti – le parole del Cannibale belga rilasciata a Rtbf, emittente televisiva belga – Ritengo che abbia preparato il Tour meno bene rispetto al passato. Ha corso solo il Giro di Slovenia… Se andiamo a vedere gli allenamenti che hanno fatto i corridori della Jumbo-Visma, un mese di ritiro, penso che la cosa faccia una bella differenza. Per me ha preso alla leggera la preparazione. Quando vinci il Tour facilmente come ha fatto lui, inizi a credere che tu possa fare tutto allo stesso modo”.

Merckx ci va giù pesante anche nell’analisi tattica del Tour de France del campione di Komenda: “Ha commesso anche errori tattici. Ha inseguito tutti e non credo che il suo direttore sportivo gli avesse detto di farlo. Nella tappa del Granon avrebbe dovuto lasciare andare Primoz Roglič e restare a ruota di Jonas Vingegaard. Già al Giro del Delfinato si era visto che il danese fosse più in forma“.

Il Cannibale, infine, ha riconosciuto le tre settimane mostruose del connazionale Wout van Aert: “Difficile trovare il suo miglior momento in questo Tour. È stato impressionante. Lui mette in atto il ciclismo che preferisco, con corridori che si mettono in mostra lungo tutta la stagione. Il suo è un ciclismo completo”.