TOUR DE FRANCE / VisconTOUR, Giovanni Visconti: «Ciccone non è sereno e Caruso non voleva fare il Tour. Il duello Pogacar-Vingegaard? Siamo solo al primo round»

Damiano Caruso al Giro del Delfinato 2022 (foto: A.S.O./Aurélien Vialatte)
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VisconTOUR, ovvero l’analisi tecnico-tattica (e non solo) di Giovanni Visconti. Segui con noi e per tutta la durata del Tour de France, il punto dell’ex campione siciliano per capire, approfondire e discutere con lo stesso “Visco” non solo i fatti principali ma anche quelli più curiosi e divertenti della 109ª edizione della Grande Boucle. Ci divertiremo e… passaparola: siete tutti invitati!

– Giovanni, avevi consigliato a Ciccone di entrare nella fuga del mattino e lui non si è fatto sorprendere riuscendo a salire sul treno giusto. Il problema però è che al primo strappo si è staccato…

Sì, peccato ma mi sembra evidente che Giulio sia saltato più di testa che di gambe. Non lo vedo sereno e secondo me, in cuor suo, è consapevole di non avere la gamba di qualche anno fa e questo non lo fa stare tranquillo. Corre con insicurezza e al primo campanello d’allarme molla la presa, proprio come ha fatto ieri. E’ vero, allo scorso Giro ha vinto una bella tappa ma secondo me oltre alla grinta (che non gli manca!) dovrebbe cercare di correre con più divertimento. Per farlo, però, dovrebbe ritrovare al più presto quelle sicurezze e quelle certezze che mi sembra ultimamente abbia un po’ perso.

– Chi ha disputato il Giro d’Italia sta soffrendo molto in questo avvio di Tour. Anche Mathieu Van der Poel, ad esempio, sta visibilmente arrancando…

Vero! A proposito del campione olandese, mi domando come mai non si sia già ritirato. Si vede chiaramente che Mathieu è arrivato a questo Tour stanco, demotivato, scarico e continuare a correre la Boucle in questo modo non porta a nulla, anzi, rischia di compromettergli un finale di stagione che, invece, potrebbe regalargli delle grandi soddisfazioni. Non dimentichiamoci infatti che il mondiale in Australia a fine settembre gli si addice moltissimo…

– Giovanni, la bagarre, tra i grandi della classifica è scoppiata sull’ultima salita (quella che portava alla Planche des Belles Filles) e il primo a lasciarci le penne è stato Pinot: ti aspettavi che lo scalatore francese si staccasse così presto? Al traguardo ha pagato quasi due minuti e mezzo…

Thibaut non è più un corridore che può aspirare a salire sul podio di un grande Giro, figuriamoci su quello del Tour de France. Per questo, se fossi in lui, uscirei definitivamente di classifica e punterei a vincere una tappa, magari quella del 14 luglio che arriva sull’Alpe d’Huez. Sai che impresa che sarebbe per un corridore francese vincere sull’Alpe d’Huez nel giorno della loro festa nazionale?

– Con la Uae-Emirates che faceva il ritmo si è poi staccato Vlasov, un altro pesce grosso di questo Tour. E’ vero che il corridore della Bora l’altro giorno è caduto ma andare così in difficoltà è stato sorprendente, non ti pare?

Sì, il suo ritardo mi ha sorpreso parecchio anche perché alla vigilia lo vedevo bene nella “top five” di questo Tour de France. Vedremo comunque se si saprà riprendere perché di tappe da portare a termine in questo Tour così avvincente ce ne sono ancora tante.

– In uno dei tratti più duri, e cioè a circa un chilometro dalla fine, si è staccato anche Caruso. Il siciliano continua a perdere terreno (ieri ha incassato un distacco di 1’13”): che succede allo scalatore della Bahrain-Victorious?

Credo che giorno dopo giorno stia perdendo morale e penso che i suoi ritardi dipendano più da insicurezze psicologiche che da carenze atletiche. Anche ieri infatti non era una salita che gli si addiceva però staccarsi in quel modo e prendere più di un minuto non è un bel segnale. La mia idea comunque l’ho detta l’altro giorno: secondo me lui voleva fare il Giro mentre la squadra lo ha dirottato (contro la sua volontà) sul Tour de France e questa decisone che ha dovuto subire non lo sta mettendo nelle condizioni per esprimersi al meglio. Anche per lui, comunque, vale il discorso che facevo per Pinot o per Vlasov: il Tour è ancora lungo e le occasioni per recuperare non mancano. Quindi, caro Damiano, non mollare, credici e vedrai che ti toglierai delle belle soddisfazioni.

– “Visco”, parliamo di Pogacar, ancora vincitore di tappa, e di Vingegaard giunto secondo. Il duello che avevi annunciato alla partenza di questo Tour è ufficialmente iniziato…

Sì, direi che ieri si è consumato il primo round di un duello che prevedo molto spettacolare. Vingegaard sarà un osso duro per Pogacar soprattutto nelle salite brevi dove metto lo scalatore danese sullo stesso livello del fenomeno sloveno. Ieri è scattato un pelo troppo presto e Pogacar è stato fantastico a superarlo negli ultimi metri per uno sprint nel quale più che il successo di tappa contava il fattore psicologico.

– Effettivamente se Vingegaard avesse battuto Pogacar sarebbe stato un risultato importantissimo soprattutto per il morale del corridore danese…

Esatto! Per questo Tadej ha dato tutto pur di riprenderlo e superarlo poco prima della linea del traguardo. Per qualche istante infatti Vingegaard aveva cambiato le gerarchie della corsa ma il campione sloveno ha voluto subito rimettere in chiaro le cose. Per questo la sua rimonta è stata devastante sotto tutti i punti di vista.

– Roglic però non molla: Primoz può giocare un ruolo importante per il compagno Vingegaard o può ancora sperare nel bottino pieno?

Io credo che Roglic alla fine correrà per Vingegaard ma penso che la Jumbo-Visma continuerà a correre mettendo i due capitani sullo stesso piano. Magari cambieranno strategia più avanti, chissà, magari dopo le Alpi quando la strada darà delle indicazioni ancora più precise sulla loro condizione e sulle loro reali potenzialità di vittoria. Vedremo, la Jumbo potrebbe stupirci: nel bene o nel male…