Simoni: «Pogacar è già padrone del Tour. Caruso ha sbagliato a rinunciare al Giro! Van Aert, che spettacolo. Aru e Nibali vi spiego perché la Mtb vi aspetta» (VIDEO)

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Le tappe trentine del Giro Donne hanno attirato i grandi campioni della zona e così dopo Francesco Moser, sul traguardo di Andalo abbiamo incrociato Gilberto Simoni. Seguite con noi questa piacevole chiacchierata con Gibo non solo sul Tour in corso di svolgimento in Francia, ma anche su un particolare incontro fatto durante l’ultima edizione della Cape Epic. Cliccate play e ascoltate l’intervista di Simoni sul canale YouTube di Bicisport.

Gilberto Simoni, dal Tour all’avventura della Cape Epic

Quando passa la carovana del Giro, per Gilberto Simoni, 50 anni, che la maglia rosa l’ha vinta nel 2001 e nel 2003, è un richiamo irresistibile anche se a correre sono le donne che Gibo segue con lo stesso interesse di chi ha sempre amato il ciclismo e la bicicletta. Il campione trentino sta naturalmente seguendo anche le tappe del Tour de France che nella prima settimana è stato dominato da Tadej Pogacar.

«Pogacar sta andando fortissimo – dice Simoni – corre bene, forse non ha una grande squadra ma lui va avanti per la sua strada. Il Tour è lungo, ma più passano le tappe più diventa facile per un corridore. Quando comincia ad esserci un padrone, e c’è già, il padrone viene rispettato e il Tour per lui diventa più facile».

Abbiamo chiesto a Gibo anche cosa pensa delle strategie in gara della Jumbo-Visma.

«La Jumbo è una grande squadra, ma avere tanti capitani crea una grande confusione. Però Van Aert sta dando spettacolo, il suo modo di correre fa impazzire gli appassionati, sembra che non abbia ragione, invece la ragione ce l’ha…».

E poi un giudizio su Damiano Caruso e quella scelta di puntare sul Tour, a scapito della sua partecipazione al Giro d’Italia che lo scorso anno aveva concluso al secondo posto.

«Il Tour – spiega Simoniè una corsa molto difficile, soprattutto nei primi giorni. Rinunciare a qualcosa per il Tour secondo me è sempre sbagliato, perché rischi di trovarti con un cerino in mano. Se lo può permettere solo chi ha già vinto la maglia gialla».

E poi Gilberto ci ha raccontato del suo secondo amore, la Mtb e della sua partecipazione alla gara a tappe sudafricana Cape Epic, il Tour de France della mountain bike, nella quale ha trovato tanto agonismo e qualche sorpresa…

«Un giorno – racconta divertito – siamo arrivati in salita e c’era un gruppetto di scimmiette con i loro cuccioli che sembravano gli spettatori di un Giro d’Italia. I piccoli stavano davanti incuriositi e i genitori dietro controllavano la situazione. Questa tribù di scimmiette è stato il nostro pubblico».

Infine un consiglio a Fabio Aru, che ha ripreso la bici fuoristrada e a Vincenzo Nibali che ha annunciato anche lui di volersi dedicare alla Mtb quando si ritirerà a fine stagione.

«I corridori che smettono – afferma Simoni – prima o poi si butteranno in un sentiero perché in mountain bike c’è più pace. Ma chi viene dalla strada si scontra con una bici durissima, che non scorre per niente, smetti di pedalare e non va da sola, non è come la bici da corsa che la lanci e vai. Però pedalare nei boschi è bellissimo».