TOUR DE FRANCE / Jakobsen-Groenewegen, dallo scontro che spaventò il mondo ai trionfi nella Grande Boucle

Dylan Groenewegen e Fabio Jakobsen: le contemporanee esultanze al Saudi Tour e alla Volta Valenciana il 3 febbraio 2022. Cinque mesi esatti prima dei successi al Tour de France
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5 agosto 2020, Giro di Polonia: il caos, la paura, il sangue, la tragedia sfiorata. 2 e 3 luglio 2022, Tour de France: la gioia, l’esultanza a braccia alzate, l’aria di festa, il cerchio che si chiude. Nel mezzo due anni durissimi per entrambi: Fabio Jakobsen a lottare per ricostruire il suo fisico distrutto dall’incidente, Dylan Groenewegen a combattere con i demoni dopo quella manovra folle. Chiuso in ospedale subendo numerosi interventi chirurgici e tornando ad imparare semplici azioni quotidiane come mangiare e parlare il primo, chiuso in casa scontando una lunga squalifica di nove mesi e ricevendo minacce di morte il secondo. Dopo quel 5 agosto nessuno dei due è più lo stesso: quanto accaduto sullo scriteriato traguardo di Katowice (arrivo in volata posto in discesa, poi cancellato dall’UCI) ha stravolto le vite dei due sprinter olandesi, le ha allontanate e poi riavvicinate. Sì, perché due anni dopo sono tornati a sfidarsi sugli arrivi più prestigiosi, quelli del Tour de France. E alla prima occasione ha vinto uno, alla seconda l’altro.

Jakobsen-Groenewegen: si accende la sfida per la maglia verde al Tour de France

Fabio Jakobsen debutta al Tour de France e la prima volata è sua: sul traguardo di Nyborg della seconda tappa non c’è stata storia per gli avversari. E l’olandese della Quick-Step Alpha Vinyl ha confermato così i risultati che finora lo vedevano come senza alcun dubbio il velocista più forte della stagione. Sabato ha conquistato la vittoria numero diciotto su ventitré sprint disputati dal 2019. Statistica pazzesca dato che da agosto 2020 il 25enne di Gorinchem ha dovuto ricominciare a parlare prima che pedalare. Ma gli è bastato comunque un anno per tornare ad imporsi al massimo livello, con tre tappe vinte e la prima posizione nella classifica a punti alla Vuelta 2021. Poi un inizio 2022 da assoluto re delle volate: ha alzato le braccia al cielo in tutte le corse a tappe nelle quali ha partecipato e anche in diverse gare di un giorno. E ora al via del Tour de France, dopo essere stato anche al centro delle polemiche ricadute sul team manager Lefevere per la scelta tra lui e Mark Cavendish. È vero che “Cannonball” aveva in questo Tour l’occasione di centrare le trentacinque vittorie di tappa al Tour, superando il record di Merckx pareggiato con il poker della scorsa edizione. Ma un Jakobsen così non si poteva lasciare a casa, ha meritato il posto fin dalla prima uscita stagionale. A Nyborg l’ha confermato, mentre Groenewegen si piazzava ottavo non riuscendo a trovare il varco giusto.

Chi invece si è perso nelle retrovie è stato proprio Jakobsen il giorno dopo, quello della vittoria di Dylan Groenewegen. A Sønderborg nell’ultima curva il velocista della Quick-Step ha perso le ruote del suo treno, mentre il connazionale della BikeExchange-Jayco risaliva le posizioni per spuntare davanti a tutti proprio sulla linea d’arrivo. Prima di questo successo che lo riporta al massimo livello, Groenewegen dopo quel giorno al Polonia tornò alle corse al Giro d’Italia 2021 ma in quella stagione portò a casa solo tre vittorie in corse di minor rilievo. Nel 2022 con il passaggio dalla Jumbo-Visma alla formazione australiana già l’approccio è stato diverso: bis al Saudi Tour (mentre lo stesso giorno Jakobsen vinceva alla Volta Valenciana), affermazioni al Giro di Ungheria, alla Veenendaal-Veenendaal Classic e al Giro di Slovenia prima di arrivare alla Grande Boucle. «Penso che oggi ha mostrato di essere un buon velocista, capace di vincere. Devo dire che prima dell’incidente lo ammiravo, era un punto di riferimento per me. Adesso, quello che è successo e l’errore che ha commesso non più. Credo che sia normale. È bello per lui vincere, ma non mi colpisce davvero» ha dichiarato Jakobsen dopo il successo di ieri di Groenewegen. La lotta per la maglia verde è appena cominciata.