GIRO DONNE / Le pagelle di Giada Borgato: «Cavalli brava nonostante la defaillance nel finale. Longo Borghini non doveva rimanere dietro»

Annemiek Van Vleuten sorride in maglia rosa a Cesena (foto: Massimo Fulgenzi/PMG Sport/SprintCyclingAgency©2022)
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Sui colli intorno a Cesena, nella quarta tappa del Giro Donne, è scoppiato il putiferio… «Cinque minuti sono tanti – afferma Giada Borgatodietro Van Vleuten, Garcia e Cavalli c’è l’abisso. Ci si aspettava una tappa dura e forse ha influito anche il caldo, ma le prime tre sono di un altro livello…».

Giada, partiamo da Marta Cavalli, terza all’arrivo e terza in classifica al Giro Donne.

«A Cavalli do un 8 perché era lì davanti, è saltata nel finale, ma se fossi in lei sarei contenta. Quando giravano tra loro tre, la vedevi che
era concentrata, carica, decisa, le son mancate le gambe sull’ultima salita che era dura e lunga quasi tre chilometri. Alla fine ha fatto la differenza più quella, che l’ultimo Gpm ufficiale».

Van Vleuten, maglia rosa annunciata…

«Si sapeva fin dall’inizio che era la donna da battere e lo ha confermato prima del previsto. Cosa vuoi dire alla Van Vleuten? Sembra sempre sull’orlo di scoppiare e invece poi è lei che attacca. Magari ha qualche problemino in discesa dovuto alle cadute che ha avuto, quello se lo porta dietro, però è stata brava e forte. Voto? Un bel 9».

La spagnola Mavi Garcia dopo l’arrivo era strafelice…

«Ci credo, è andata forte, fortissimo, forse oltre le più rosee aspettative. Le do 8 nonostante abbia sbagliato la volata perché si poteva giocare la tappa. Non si può partire ai 500 metri con la Van Vleuten a ruota, come pensava di staccarla? Lì ha fatto un errore di valutazione perché la Van Vleuten ha dei problemini in volata e può essere battuta. Per il resto brava e coraggiosa, ci ha provato».

Ha convinto anche la sua compagna di squadra, Erica Magnaldi.

«Si è confermata la strategia della Uae Team Adq con una Magnaldi di supporto alla spagnola. Rimanendo nel secondo gruppetto ha rotto un po’ i campi e di fatto si ritrova nelle prime dieci della generale. Merita 7».

La sconfitta di giornata è stata Elisa Longo Borghini: sarà difficile recuperare i cinque minuti persi oggi.

«Quando è iniziata la diretta la Trek-Segafredo non l’abbiamo mai vista. Balsamo era rimasta attardata, per cui ho pensato che la squadra
volesse provare a farla rientrare. Non riuscendoci hanno poi sganciato Longo Borghini che di sicuro ha fatto uno sforzone immane per rientrare davanti nel gruppetto delle inseguitrici e quando riesci a rientrare così vuol dire che ne hai… Se fosse andata così, l’errore è stato quello di non lasciare subito libera la Longo. Le do 6 perché non doveva stare in quel posto, ho come il timore che non sia riuscita ad esprimersi al cento per cento. Se è tagliata fuori dai giochi della classifica? Abbastanza, ma sappiamo come corre Elisa: mi aspetto che
vada all’attacco e magari alla fine la ritroviamo vicino al podio».

Quarta all’arrivo Silvia Persico, una bella sorpresa al Giro Donne.

«Lei è rientrata con la Longo Borghini e si è comportata bene. Nell’ultima salita era lì davanti, segno che aveva recuperato bene dallo sforzo, tanto che ha fatto anche la volata. Merita 7 perché è la prima volta che sta facendo classifica ed è stata brava».

Non si è vista davanti Gaia Realini…

«Sì Realini è mancata, purtroppo le devo dare una insufficienza. Le do un 5 come a Juliette Labous: sono le due che avrebbero dovuto far
classifica e che hanno deluso».

Mentre nel gruppetto delle inseguitrici è stata molto attiva Soraya Paladin.

«Paladin ha provato a lavorare per la sua compagna, Elise Chabbey, e ha tirato per far diminuire il divario. Una prova positiva che merita un 7».