TOUR DE FRANCE / VisconTOUR, Giovanni Visconti non ha dubbi: «Senza foratura Ganna avrebbe vinto e occhio a Vingegaard perché è l’unico che può insidiare Pogacar»

Jonas Vingegaard con il figlio sul podio del Giro del Delfinato (foto: A.S.O./Aurélien Vialatte)
Tempo di lettura: 2 minuti

VisconTOUR, ovvero l’analisi tecnico-tattica (e non solo) di Giovanni Visconti. Segui con noi e per tutta la durata del Tour de France, il punto dell’ex campione siciliano per capire, approfondire e discutere con lo stesso “Visco” non solo i fatti principali ma anche quelli più curiosi e divertenti della 109ª edizione della Grande Boucle. Ci divertiremo e… passaparola: siete tutti invitati!


“Visco” cominciamo da Ganna. Il sogno di prendersi la prima maglia gialla del Tour si è infranto anche per via della sfortuna. Quanto ha inciso secondo te quella maledetta foratura?

«Pippo ha minimizzato perché è un ragazzo umile prima ancora che un campione di razza ma la verità è che quella foratura ha inciso, altroché se ha inciso sulla sua prestazione. A certi livelli ogni dettaglio fa la differenza, figuriamoci un abbassamento di pressione in una crono che si gioca sul filo dei centesimi. E’ ovvio che se ne sia accorto ed è ovvio che questo sfortunato imprevisto abbia finito per condizionarlo. Se avesse vinto senza foratura? Sì ragazzi, io dico di sì!»

Pensi che oggi, nell’insidiosa tappa del vento, Ganna possa riscattarsi cercando magari di andare a conquistare la tanto sognata maglia gialla?

«Sarebbe bello, bellissimo ma onestamente non credo possa accadere perché temo che la squadra preferisca farlo correre al servizio dei suoi capitani. Oggi, infatti, è una tappa pericolosissima dal punto di vista della classifica: il vento può fare grossi danni e Pippo lavorerà per chi in Ineos-Grenadiers curerà la “generale”».

La vittoria di Lampaert ti ha sorpreso? E poi, ti aspettavi che Pogacar rischiasse così tanto chiudendo addirittura al terzo posto?

«Per quanto riguarda la Lampaert dico che mi ha sorpreso così come, penso, abbia sorpreso un po’ tutti. Su Pogacar, invece, la penso diversamente nel senso che mi aspettavo da parte sua una prova così importante. Tadej è un fenomeno, quando corre si diverte e chi vuole vincere il Tour deve anche saper rischiare: anche in una crono tecnica e per giunta disputata sotto la pioggia. Non vi pare?»

Giovanni ma secondo te chi in questo Tour può battere il fuoriclasse sloveno?

«Più che Roglic dico Vingegaard. Il giovane corridore danese ha fatto una bella prova contro il tempo e sta maturando a vista d’occhio dimostrando di avere una gran bella tenuta nell’arco delle tre settimane. Per questo, e lo dico sin da ora che il Tour è appena iniziato, non mi stupirei se con il passare dei giorni in casa Jumbo-Visma cambiassero le gerarchie. Chissà, vedremo…»

Come commenti, invece, la prova di Caruso?

«Damiano mi ha un po’ deluso, sono sincero, ma sono certo che saprà rifarsi anche perché sono convinto che farà un gran bel Tour. Certo, l’avvicinamento alla Boucle con tutto questo casino delle perquisizioni non è stato dei migliori ma Damiano ha la testa e la maturità per restare concentrato sul suo obiettivo che a mio avviso può e deve essere quello di arrivare a Parigi nella “top five”. Forza Damiano!»

Meglio del corridore della Bahrain-Victorious ha fatto Cattaneo. Che Tour ti aspetti dal coraggioso Mattia?

«Più che alla “generale” Cattaneo dovrebbe pensare a vincere una o due tappe perché le ha nelle gambe. E’ forte, tosto e mi sembra essere arrivato al via di questo Tour de France con un’ottima condizione. Poi, se le gambe gireranno, pensi pure ai piani alti della classifica ma prima di tutto insegua le tappe perché vincere una frazione al Tour ti può cambiare un’intera carriera…».