Campionati italiani a cronometro. Ganna e Sobrero, una grande amicizia per la sfida tricolore

Ganna
Matteo Sobrero e Filippo Ganna in una foto d'archivio
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«Il mio cognato preferito»: è così che Filippo Ganna ha finito per chiamare il suo amico Matteo Sobrero. «Spero di essere anche l’unico», ride Matteo. In principio, quando si è accorto che non frequentava assiduamente casa sua soltanto per amicizia, Pippo è rimasto un po’ interdetto. Ma adesso che sono passati sette anni da quando Matteo si è innamorato di sua sorella Carlotta, il fatto di essere quasi cognati non è che un legame ulteriore. «Filippo è molto geloso di Carlotta, ma a un certo punto si è rassegnato: meglio te di un altro, ha detto, almeno ti conosco».

Si sono conosciuti quando erano ragazzini, e correvano in pista. «La prima volta – ha raccontato Matteo – eravamo Esordienti. Lui nel Pedale Ossolano, io nell’Alba. Poi ci siamo rivisti ai collegiali su pista, a Mori, ci misero in camera assieme. Abbiamo sempre corso uno contro l’altro da Allievi, però eravamo amici. Da Juniores siamo finiti in squadra assieme. E ho cominciato a frequentare casa sua».

Uno, Matteo, è il campione italiano in carica. L’altro, Filippo, è il campione del mondo, la superstar delle cronometro a livello globale. Oggi si sfideranno per il titolo italiano in Friuli, su una distanza di 35 chilometri. Il campione uscente viene dall’exploit del Giro, dove però Pippo non c’era. Il campione del mondo ha passato settimane al Teide, con i compagni dell’Ineos che saranno con lui al Tour, e ha seguito con emozione le crono del cognato al Giro. Poi si è isolato al solito rifugio di Macugnaga, e prima di presentarsi al via della Grande Boucle – dove ha subito il traguardo della maglia gialla al termine della crono d’apertura – correrà soltanto il tricolore a cronometro.

Carlotta Ganna e suo fratello Filippo da piccoli

L’anno scorso, alla vigilia del campionato italiano a Faenza, Pippo aveva incoraggiato il cognato. «Vedrai, puoi vincere». Ma Sobrero non gli aveva creduto. «Ganna è sempre Ganna». Invece lo aveva battuto. E Pippo alla fine gli aveva detto quello che dice sempre in questi casi. «Meglio tu che un altro». E’ pur sempre il suo cognato preferito, anzi l’unico. Oggi saranno rivali, e a guardarli non ci sarà Carlotta, nella doppia veste di sorella e fidanzata: è impegnata con gli esami di Ingegneria Edile-Architettura a Lecco, e si eviterà la sfida del cuore. 

Matteo è più giovane di poco meno di un anno, anche lui è piemontese: di Montelupo Albese, nelle Langhe, dove la sua famiglia ha una rinomata cantina che lo aspetta quando Matteo ne avrà abbastanza del ciclismo. «Sono cresciuto lì, in mezzo alla natura, alla campagna. Quando sono in giro tutto questo mi manca». Quando era piccolo gli regalarono una bici. «Appena tornavo da scuola mi mettevo lì a pedalare fino a sera, andavo a trovare i miei nelle vigne, era il mio sfogo. Ho vinto subito tantissimo».

Poi sono arrivate le crono. La prima Matteo la vinse da Allievo, ma senza farci troppo caso. Marco Della Vedova dovette insistere parecchio per fargli investire tempo in questa specialità troppo spesso trascurata. «Pippo era al secondo anno, era già fortissimo. Io ho provato, un po’ sono predisposto, molto ci ho lavorato sopra. Studi la posizione in inverno, cerchi sempre di essere al passo con le innovazioni, vai in galleria del vento, in velodromo, poi ci lavori a casa, nel giorno di scarico magari esci con la bici da crono». Il resto è cronaca, e anche storia. Storia di due amici che sono diventati quasi fratelli. E che giocano a superarsi.