Il Giro d’Italia U23 è di nuovo a rischio! Pavarini lancia l’allarme: «Non penso che noi di ExtraGiro rinnoveremo il contratto»

ExtraGiro
I direttori di ExtraGiro Marco Selleri, a sinistra, e Marco Pavarini, a destra
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Leo Hayter ha vinto sabato scorso il Giro d’Italia U23, grazie alla straordinaria azione di cui si è reso protagonista nella terza tappa. Una delle giornate più belle, ma anche più dure (e per questo tanto criticata) di tutte le quarantacinque edizioni della Corsa Rosa dedicata ai dilettanti. Ma adesso sorge un dubbio: avrà Hayter un successore?

La domanda si pone perché il contratto tra la Federazione ed ExtraGiro, la società organizzatrice, sta per scadere. Marco Pavarini, direttore generale di ExtraGiro, intervistato da DirectVelo, ha lanciato l’allarme: «Non credo che continueremo ad organizzare il Giro d’Italia U23». Nel 2017 la Federazione italiana, con il supporto dell’allora cittì Davide Cassani, ha rilanciato l’evento dopo una stop di cinque anni. Ad ExtraGiro fu affidata l’organizzazione, firmando un contratto triennale e rinnovandolo alla fine dei primi tre anni (2017-2019, 2020-2022). «Siamo arrivati alla fine di un ciclo. Mi chiedo quale sia la competitività e l’interesse che ricade sulla categoria Under 23. Quanti corridori la saltano la e diventano direttamente dei professionisti? Tutti i migliori» ha sentenziato Pavarini.

Se Marco Pavarini ha accettato di organizzare il Giro, è stata una scelta fatta nell’ottica di sviluppare giovani talenti italiani. Risultato dopo sei anni: nessun vincitore, un solo podio finale (Kevin Colleoni nel 2020) e un quarto di tappe (13 su 52) vinte dai corridori azzurri. «Il Giro non può risolvere tutti i problemi. La Federazione italiana deve stabilire piani precisi per far crescere nuovi talenti. Questo potere non è nelle mie mani. Non sono un dirigente del ciclismo, ma un organizzatore». ExtraGiro realizza progetti che ruotano attorno alla bicicletta, legati alla promozione di questo sport, al cicloturismo, e mirati ad incentivare la mobilità sostenibile. Una società cresciuta nel tempo e arrivata ad organizzare anche i Mondiali di Imola nel 2020. Il gruppo nasce dalla fusione di Communication Clinic (società di comunicazione e pubbliche relazioni) e Nuova Ciclistica Placci 2013 SSD (società sportiva che da oltre 25 anni organizza gare giovanili).

Giro d’Italia U23 di nuovo a rischio: pesa il problema economico

Preoccupa, inoltre, quanto l’evento sia in fin dei conti redditizio. Anche se la corsa non è stato cancellato durante il Covid-19, il triennio 2020-2022 non è stato facile. «Il mondo è cambiato, l’economia del ciclismo è più complessa di prima. I marchi stanno investendo nelle squadre e non più nelle organizzazioni, per non parlare della mancanza di visibilità per gli sponsor. La gara non è trasmessa in diretta televisiva e questo pesa moltissimo, in negativo. Di conseguenza trovare sedi di partenza, d’arrivo e supporto è difficile». Questo è anche il motivo principale per cui il Giro è passato da dieci a sette tappe. «E nonostante ciò abbiamo ancora il 30% di spese in più rispetto all’anno scorso» si lamenta Pavarini.

Marco Pavarini non vuole però interrompere la sua attività nel ciclismo, anzi. «Con ExtraGiro vogliamo continuare a investire in questo sport. La Strade Bianche U23 ha un brillante futuro davanti a sé. Organizzeremo il Campionato italiano U23 su strada a fine luglio e il Campionato italiano gravel a settembre». Se la decisione finale sul Giro non è ancora stata presa, Pavarini lascia pochi dubbi. E se, come sembra probabile, non dovesse più organizzare la Corsa Rosa dedicata ai dilettanti la Federazione dovrà trovare presto un altro attore capace di subentrare, altrimenti l’evento rischia di scomparire nuovamente dal calendario, e con esso, un appuntamento molto importante nella categoria Under 23.