GIRO D’ITALIA U23 / Dieci domande su Leo Hayter: ecco chi è la maglia rosa

Assolo strepitoso di Leo Hayter a Pinzolo (foto: Giro d'Italia Under 23)
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Con la vittoria al Giro d’Italia Under 23, Leo Hayter si è definitivamente imposto come uno dei talenti internazionali più importanti. Ecco chi è la nuova maglia rosa in dieci domande.

1) Quali sono le sue misure?

È alto 1,76, come il fratello maggiore Ethan, ma rispetto a lui pesa qualche chilo in meno: 66 contro 69.

2) Che corridore è?

Lo scorso anno ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi di categoria attaccando a più riprese già nelle prime battute e arrivando da solo. Sembrava uno scalatore adatto perlopiù alle prove di un giorno, invece a questo Giro si è scoperto molto competitivo anche su ascese più lunghe.

3) A cronometro si difende?

Sì, Hayter è discreto anche sul passo. Lo scorso anno, infatti, ha vinto la prova a cronometro dei campionati britannici riservata agli Under 23. Un bel profilo in ottica brevi e grandi corse a tappe.

4) Quest’anno passerà professionista?

Axel Merckx, suo direttore sportivo alla Hagens Berman Axeon, fino a pochi giorni fa sosteneva che non si era fatto avanti ancora nessuno. La risposta è comunque affermativa: dopo un trionfo del genere, inevitabilmente Hayter è destinato ad entrare nel World Tour a partire dal 2023.

5) Diventerà un campione?

Impossibile stabilirlo adesso, di certo i presupposti per fare una bella carriera ci sono: tra gli Under 23, seppur tra alti e bassi, ha messo insieme un bel palmarès ed essendo del 2001 ha ancora tempo per lavorare sulle proprie lacune.

6) Qual è il suo punto debole?

Nonostante tra gli junior abbia vinto un oro europeo nell’inseguimento a squadre, Hayter non è particolarmente veloce. Non a caso i suoi successi più prestigiosi li ha ottenuti in solitaria: la Liegi, la cronometro dei campionati britannici, le due vittorie di tappa con cui ha ipotecato il Giro.

7) Quale corsa gli si addice di più?

Amante dell’Italia, Hayter sogna di vincere il Lombardia, la classica che gli si addice di più insieme alla Liegi. Negli ultimi tempi è notevolmente cresciuto come uomo da classifica generale, ma non dimentichiamoci che il Giro d’Italia Under 23 di quest’anno era lungo un terzo esatto di quello dei professionisti: sette tappe contro ventuno.

8) Come si comporta in corsa?

Non pensando fin dal principio alla maglia rosa né alla vittoria finale, qualcuno potrebbe dire che Hayter ha vinto il Giro grazie anche ad una speciale leggerezza che probabilmente non troverà mai più. La realtà, invece, è che il britannico non ha sbagliato una mossa: ha attaccato quando sentiva di poterlo fare, si è gestito con accortezza quando ha trovato qualcuno più forte di lui e ha coordinato al meglio gli inseguimenti nei quali i suoi compagni sono stati spesso costretti a spendersi. Impeccabile.

9) A chi assomiglia?

Di certo non ai suoi due ultimi predecessori: Ayuso è più forte di lui in salita, Pidcock più veloce in volata. E allora diciamo Joao Almeida, corridore che con Hayter condivide più di qualcosa: anche il portoghese è cresciuto nella Hagens Berman Axeon di Merckx e come il britannico, tra gli Under 23, ha vinto la Liegi e la cronometro dei campionati nazionali (nel suo caso portoghesi, ovviamente), finendo secondo al Giro nel 2018 alle spalle di Vlasov.

10) Caratterialmente com’è?

In questa settimana di Giro abbiamo conosciuto un corridore estremamente disponibile e spontaneo: in più di un’occasione, infatti, è stato lui stesso il primo a stupirsi per il proprio dominio. All’arrivo finale di Pinerolo si è lasciato andare in un pianto liberatorio nelle braccia dei genitori: che adesso si ritrovano due campioncini, non più soltanto uno.