Jan Ullrich, una vita di alti e bassi raccontata in una biografia: “Il migliore che non è mai stato”

Jan Ullrich con la Pinarello Paris, realizzata per il Tour de France 1998 (foto: Jan Ullrich / United Charity)
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Una vita di alti e di bassi, di grandi successi e fallimenti. Jan Ullrich si racconta in una biografia “The Best There Never Was“, curata da Daniel Friebe. Il titolo del libro, “il migliore che non è mai stato”, descrive perfettamente la sua carriera: uno dei ciclisti più talentuosi della sua generazione, ma anche uno dei più controversi e incompleti.

Nel 1997 Ullrich si annunciò al mondo annientando i suoi rivali al Tour de France e diventando il primo tedesco a conquistare la maglia gialla. In molti erano sicuri: Jan era il futuro del ciclismo. La rivalità con Lance Armstrong, le pressioni di un Paese intero, la sua fragilità mentale e fisica e le conseguenze di un’infanzia complicata hanno però interrotto quella parabola ascendente, facendo sprofondare la vita e la carriera di Ullrich.

Friebe è andato alla ricerca di un uomo che dopo il suo ritiro si è completamente perso tra droghe e alcool, rischiando anche più volte la vita. «Sono stato ricoverato in ospedale ed ho rischiato di morire a causa di una trombosi e un’infezione del sangue molto grave. Sono sfuggito di nuovo alla morte» disse Ullrich al Bild dopo il suo ricovero in Messico.

Una biografia che va alla scoperta non solo del ciclista, ma della persona, e che oggi è ufficialmente uscito nelle librerie e negli store di tutto il mondo.