Nibali: «Sarebbe bello correre il mondiale, ma è presto per dirlo. Io ambasciatore del Giro? Un’idea che mi piacerebbe approfondire»

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Vincenzo Nibali al Giro d'Italia 2022 (foto: LaPresse)
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Una settimana per raccogliere le idee, stare con la famiglia dopo un Giro d’Italia molto impegnativo e onorato fino all’ultimo, e poi risalire in sella alla sua Wilier per preparare la seconda parte di stagione. Vincenzo Nibali ha ricevuto tutto l’affetto del popolo del ciclismo dopo l’annuncio del ritiro a fine anno, una passerella dalla sua Messina fino a Verona che ha emozionato non poco il siciliano. «I tifosi mi hanno assaltato – ha detto Nibali alla Gazzetta dello Sport – Una sensazione bellissima».

Qualche giorno fa il commissario tecnico Daniele Bennati aveva parlato della possibilità di vedere Nibali al mondiale di Wollongong. Un’ultima apparizione di prestigio con la maglia azzurra. Che ne pensa Vincenzo? «Sarebbe una bella cosa, che andrà valutata però più avanti. I programmi cambiano spesso in corsa: per esempio d’inverno pensavamo alla Roubaix e poi di fare prima il Giro e poi il Tour. Invece non sarò in Francia, farò il campionato italiano e poi la Vuelta. Uscendo bene dalla corsa spagnola si potrebbe pensare al campionato del mondo».

Il primo mondiale di Nibali da professionista era a Geelong, proprio in quell’Australia che potrebbe chiudere un ciclo. «Sfiorammo il podio con Pozzato, ma se avesse lanciato la volata più avanti, chissà come sarebbe andata. Comunque per quest’anno parleremo con Bennati dopo il sopralluogo per capire che idee ha».

Infine Nibali ha avuto modo di parlare anche delle idee di Urbano Cairo, presidente Rcs che vorrebbe vedere Vincenzo come ambasciatore del Giro d’Italia e del ciclismo italiano nel mondo. «Un’idea molto bella che mi ha sorpreso e che mi piacerebbe approfondire. Di Giri ne ho fatti 11 e potrei dare il mio parere anche su qualche dettaglio tecnico del percorso. Il Giro ha avuto al fianco figure come Adorni e Gimondi, il Tour ha avuto Hinault. Bello, sì».