Toneatti cresce in casa Astana: «Ho imparato molto in questi primi mesi su strada. Il ciclocross? Lo continuerò»

Toneatti
Davide Toneatti in maglia Astana
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Quando l’Astana gli ha proposto di fare un’esperienza nella sua formazione Continental, Davide Toneatti non ci ha pensato due volte. Ha chiuso la sua stagione ciclocross da campione italiano Under 23 ed è salito sulla bici da strada. Da quel momento non l’ha più mollata. Ha iniziato a correre a marzo facendo esperienze importanti in gare internazionali finché domenica non ha colto il primo piazzamento, 9° alla Coppa della Pace.

«All’inizio ho dovuto imparare un po’ di cose come prendere confidenza con lo stare in gruppo – spiega Toneatti – Poi piano piano ho messo il naso davanti per prendermi le prime posizioni. Le gare in Croazia e le prime corse internazionali mi hanno permesso di fare esperienza e di arrivare ora con più fiducia».

Cosa ti mancava?

«Principalmente l’aspetto tattico. Capire quando un’azione può andare a buon fine oppure quando non ha senso rispondere, sprecando energie inutili. Spesso mi sono ritrovato senza forze per aver speso troppo, o altre volte stavo bene ma mi è mancato l’attimo. Devo farci un po’ l’occhio, ma gara dopo gara va sempre meglio».

Chi ti segue in questa crescita?

«Claudio Cucinotta è il mio preparatore e ci siamo messi come obiettivo il Giro d’Italia per trovare il massimo della condizione. In ammiraglia c’è molto spesso Orlando Maini, il quale mi sta insegnando molto proprio dal punto di vista tattico. È sempre disponibile a parlare e a indirizzarmi».

E in Astana come ti trovi? Di questo progetto se n’è parlato molto…

«Credo sia un progetto valido, con corridori interessanti, ma siamo stati parecchio sfortunati. Sia con lo staff che con i compagni abbiamo creato un bel gruppo, che nonostante le difficoltà si è unito ed è pronto a fare qualcosa di importante. Speriamo di poterci giocare le nostre carte al Giro…»

Che obiettivi hai al Giro Under 23?

«Domenica a Meldola facciamo l’ultimo test prima del Giro per vedere come girano le gambe, poi siamo pronti a gettarci in questa avventura lunga una settimana. Sinceramente non ho grandi obiettivi personali, se non quello di fare esperienza».

E come squadra?

«Come squadra avremo due corridori che potrebbero fare classifica, io sarò al loro supporto. Poi se ho l’opportunità di giocarmi una vittoria di tappa andando in fuga certo non mi tirerò indietro…»

Con Garofoli ti senti?

«Purtroppo sappiamo tutti cos’è successo a Gianmarco (Garofoli ha avuto una miocardite acuta ndr.), sarebbe stato il nostro leader per la generale. Probabilmente si sarebbe potuto giocare un risultato importante, perché è un ragazzo davvero di talento. Lo sento spesso, e da parte sua c’è tanta voglia di ritornare. Lo aspettiamo».

Tornando a te, hai pensato a come gestire la doppia attività strada-cross d’ora in avanti?

«L’idea iniziale era quella di continuare con il ciclocross, senza fare però tutta la stagione invernale. Probabilmente mi concentrerò sui mesi più intensi, ovvero dicembre e gennaio, quando ci sono gli eventi più importanti. Comunque adesso penso alla strada, ne parleremo più avanti».