Collinelli e un sogno chiamato Olimpiadi: «Come hanno fatto mio padre e il mio idolo Wiggins»

Luca Collinelli della InEmiliaRomagna (foto: Fulgenzi)
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Luca Collinelli, classe 2003, vive a Ravenna ed è alla prima stagione nei dilettanti con l’inEmiliaRomagna di Michele Coppolillo. Figlio d’arte, suo padre Andrea è stato campione olimpico nell’inseguimento individuale ad Atlanta nel 1996. 

Dagli inizi in bici con le uscite in compagnia del padre e della sorella Sofia, alla quotidianità di un giovane corridore che oggi corre nei dilettanti ed ha le idee molto chiare per i prossimi anni: brillare tra gli Under 23 per poi passare tra i professionisti. E tra le tante suggestioni c’è il sogno di partecipare ad un’Olimpiade, come fece suo padre.

Luca, raccontaci il ciclismo secondo la tua prospettiva.

«Ho conosciuto il ciclismo quando ero piccolissimo, anche perché a casa nostra se n’è sempre parlato visto il passato di mio padre. Poi l’ho vissuto in prima persona ed oggi è parte integrante della mia vita: è qualcosa che mi fa sentire libero e a volte mi serve per staccare da tutto il resto».

Come e quando hai cominciato?

«Ho iniziato prestissimo, quando mia sorella Sofia era una G1. Mio padre mi diceva che non potevo essere l’unico a starmene a casa, così ho cominciato ad allenarmi anche io. Poi mi sono appassionato guardando le corse con i grandi del ciclismo e lì è nata la mia passione per questo sport».

Tuo padre Andrea è per te un punto di riferimento…

«Sicuramente sapere che mio padre ha fatto quello che ha fatto è una bella spinta. Girando per l’Italia mi capita spesso di vedere qualcuno che mi riconosce come “il figlio di Andrea” e poi mi dice: “me lo ricordo tuo padre, quanto andava forte!”. Questo fa sempre piacere, ma poi c’è anche chi fa paragoni, il che mi riempie di responsabilità e mi rende consapevole del fatto che non sarà facile eguagliare i suoi risultati».

Prima abbiamo menzionato tua sorella Sofia, grande prospetto del ciclismo femminile. Che rapporto hai con lei?

«Con lei ho un rapporto bellissimo, collaboriamo molto e fino a poco tempo fa vivevamo insieme; poi lei si è trasferita a Roma. Nonostante ciò, quando ci vediamo, usciamo in bici e condividiamo molti aspetti della nostra vita. Siamo due fratelli molto uniti».

Andrea Collinelli con suo figlio Luca

Ora parliamo un po’ di te. Che corridore ti definisci?

«Mi definisco un passista veloce, ho un buono spunto ma non sono né un velocista puro né un passista da 75 chili. Il mio obiettivo è tener duro nelle salite brevi per arrivare al traguardo a ranghi ristretti in volata».

Ti rivedi in qualche corridore?

«Che mi rappresenti diciamo di no, non voglio fare confronti con qualcuno che è già professionista, posso affermare però di avere degli idoli da cui prendo spunto».

Quali?

«Un corridore che mi ha sempre motivato molto, anche se ha smesso da diversi anni, è Bradley Wiggins, mentre tra quelli in attività mi piace tantissimo Van Aert: è completo in tutto e va davvero forte».

Pista o strada, qual è la gara ideale per te?

«Amo la pista, mi ha fatto viaggiare molto in tutta Europa e ho avuto modo di conoscerla bene. Quest’anno, invece, ho dato la precedenza alla strada perché ho voglia di esprimermi bene anche in questa disciplina».

Fai parte dell’inEmiliaRomagna, diretta da Michele Coppolillo. Hai un bel rapporto con lui?

«Mi piace molto averlo come direttore sportivo, ha fatto tanti anni nel professionismo e i consigli che mi dà sono sempre molto costruttivi. Abbiamo un bel rapporto di stima reciproca».

E’ il tuo primo anno nei dilettanti: com’è stato il passaggio in questa categoria? 

«E’ stato un bel salto, specie per le distanze, ormai più vicine a quelle dei professionisti che degli juniores. Poi c’è il rapporto libero, che devi saper gestire e all’inizio non è sempre facile». 

Che risultati hai ottenuto fino ad ora? Sei soddisfatto?

«Non proprio soddisfatto. Comunque credo sia ancora presto per fare un bilancio complessivo, voglio aspettare le prossime gare e non voglio accontentarmi dei risultati conseguiti fino a questo momento».

Prossime gare a cui parteciperai?

«Adesso mi sto allenando per il campionato italiano a cronometro e per il Giro del Veneto, questi saranno i miei due appuntamenti più vicini».

Sei un 2003, dunque frequenti l’ultimo anno delle superiori. Come si svolge la tua giornata tra bici e libri?

«Fortunatamente, abitando in centro a Ravenna, sono molto vicino alla mia scuola e questo è molto comodo. Durante la ricreazione consumo il mio pasto portato da casa cosicché, una volta tornato a casa, sono subito pronto per allenarmi. E’ la prima cosa che faccio dopo la scuola, per sfruttare tutte le energie. Finisco l’allenamento il pomeriggio tardi, dopodiché doccia, cena e studio, a cui dedico circa due ore al giorno». 

E dopo le superiori cosa farai? Pensi di iscriverti all’università o di dedicarti completamente al ciclismo?

«Sicuramente dopo la maturità mi prenderò un anno sabbatico, poi valuterò, non ho ancora deciso. Se dovessi frequentare l’università, mi piacerebbe studiare Economia».

Sogno nel cassetto?

«Partecipare ad un’Olimpiade, senza dubbio».