Maicol Comin non è uno di quei dilettanti sotto i riflettori, ma è sulla strada giusta. Classe 2002, originario di Vazzola in provincia di Treviso e in forze alla Solme-Olmo, in questa prima metà di stagione ha raccolto diversi punti nel Prestigio Bicisport. Il suo nome è spuntato più volte tra i primi dieci all’arrivo ed è sicuramente uno dei migliori fuori dalle tredici formazioni continental.
Così l’abbiamo contattato per saperne di più sul Comin corridore e giovane di belle speranze. Lui che ha iniziato ad andare in bici prestissimo, gareggiando fin dalla categoria G1 a sette anni. E ora, concluso il percorso scolastico lo scorso anno e a vent’anni compiuti, insegue con determinazione grandi obiettivi nella sua seconda stagione da Under 23.
Comin, questi primi mesi di gare del 2022 non sono andati affatto male. Sei soddisfatto?
«Sì, la stagione è cominciata bene. Diversi piazzamenti, a partire dal quinto posto alla Popolarissima sulle strade della mia provincia. Un bel risultato che mi ha fato fiducia, confermando le buone impressioni delle prime gare».
Infatti hai continuato ad arrivare davanti, in lizza per il podio.
«E non mi sono trovato così male nemmeno nelle ultime corse che ho disputato, nonostante non fossero adatte alle mie caratteristiche. Per esempio domenica a Cremona al Gran Premio Sportivi Sestesi ero in testa nel gruppetto che si è giocato la vittoria. Peccato che poi sono caduto sul lungo tratto in sterrato che caratterizza quella gara».
Quali sono le tue caratteristiche?
«Il mio punto di forza è lo spunto veloce, che porta a concentrarmi sulle volate e ad essere prettamente un velocista. Su strappi brevi resisto e me la cavo anche nei circuiti mossi».
E prima di arrivare a sprintare sui traguardi più prestigiosi del dilettantismo italiano, com’è nata la passione per il ciclismo?
«Praticamente sono nato in bicicletta e guardando mio cugino che gareggiava ho iniziato anch’io. Una passione spontanea vissuta con spensieratezza».
Adesso però avrai qualche pressione in più…
«Beh, sì. Ho concluso il percorso scolastico lo scorso anno e adesso mi dedico al 100% al ciclismo. Mi alleno di più e cerco di curare maggiormente i dettagli, preparando al meglio le gare».
Sicuramente un approccio diverso a quello che avevi da Juniores. Prima di arrivare alla Solme Olmo, che maglia hai vestito?
«Ho militato per quattro anni in Borgo Molino Rinascita Ormelle, arrivando lì da allievo e restandoci per i due anni da juniores. Mi sono trovato sempre molto bene e mi hanno sostenuto anche nei momenti di difficoltà, come quando stavo per cominciare la prima stagione da junior e ho fatto una brutta caduta in discesa. L’incidente ha condizionato un po’ il mio rendimento quell’anno, ma tutto sommato in maglia Borgo Molino ho conquistato diversi piazzamenti di rilievo».
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Il salto tra gli Under 23 come l’hai vissuto?
«Il passaggio di categoria l’ho avvertito. Soprattutto mi sono accorto subito della diversità del livello tra chi andava a scuola e chi si dedicava solo alla bici, in particolare ad inizio stagione dato che la preparazione invernale conta sempre di più. L’anno scorso è stato quindi abbastanza faticoso, ma già quest’anno mi trovo molto meglio».
A proposito di preparazione invernale, sarà stato una grossa delusione vederla gettare al vento nel 2020 durante il lockdown…
«Sì, quello è stato un brutto periodo. Quando si è tornati a correre le gare erano poche e giustamente la squadra portava solo chi era al 100%. Fortunatamente, nonostante le poche occasioni, a fine stagione sono riuscito a portare a casa un bel terzo posto in una corsa in Toscana».
Adesso con la Solme Olmo hai fissato degli aspetti sul quale migliorare? Vuoi concentrarti solo sugli arrivi per i velocisti puri oppure prepararti anche per percorsi più mossi?
«Quest’anno con la squadra sto lavorando per migliorare in salita, anche perché ho un buono spunto veloce ma non proprio da sprinter puro. Così ci siamo posti l’obiettivo di incrementare la resistenza, in modo da aumentare il rendimento nei profili più ondulati».
Comin, nel tuo percorso finora hai avuto dei corridori di riferimento al quale ispirarti?
«Sì, pensando alle mie caratteristiche il corridore che più ho ammirato è sempre stato Peter Sagan. Un atleta in grado di vincere su diversi terreni».
Sicuramente un ottimo riferimento. Nel frattempo i bei piazzamenti di quest’inizio stagione ti hanno portato a ricevere offerte da squadre Continental?
«Sì, mi hanno chiamato alcune squadre, ma per il momento voglio concentrarmi a fare bene nella Solme Olmo perché qui sono a mio agio. Il prossimo anno si vedrà…».
Senza porti limiti, qual è la gara dei tuoi sogni?
«La gara che mi piace di più è il Giro delle Fiandre, sarebbe un sogno correrla e figuriamoci vincerla».
Tornando con i piedi per terra, nelle prossime settimane dove ti vedremo impegnato?
«La prossima corsa nella quante punto a fare bene è la Fiorano-Fiorano in Emilia-Romagna».












