GIRO D’ITALIA / Oldani: «Una vittoria che mi ripaga di tutti i sacrifici. Mi sono allenato da solo sull’Etna mentre i miei compagni facevano le camere ipobariche»

Oldani
Stefano Oldani sul podio della 12ª tappa del Giro d'Italia
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Le lacrime di Oldani al traguardo di Genova spiegano bene cos’è il ciclismo. Fatica e sacrifici che vengono ripagati da un successo di tappa al Giro d’Italia, la corsa che amava da bambino. Stefano, ventiquattrenne di Busto Garolfo, ha realizzato il suo sogno, ma non vuole fermarsi qui. Intanto però c’è il tempo di ripensare a tutto il duro lavoro per arrivare fin qui.

«Non sono riuscito a trattenere l’emozione – ha spiegato Oldani al traguardo – perché questa vittoria non nasce dal caso. Ho fatto tanta altura, pensate che l’ultimo training camp l’ho fatto da solo sull’Etna. I miei compagni infatti andavano in un hotel con le camere ipobariche perché a loro è permesso. In Italia è considerata una pratica dopante, così mi sono dovuto allenare in solitaria. È stato più difficile mentalmente che fisicamente arrivare fino a questo momento».

L’Alpecin-Fenix ha creduto in lui dopo che la Lotto-Soudal l’aveva fatto passare professionista. Sono già tre anni che Oldani si divide tra Italia e Belgio, la vera patria del ciclismo. «Ringrazio la Lotto per avermi dato la possibilità di correre tra i grandi, così come ringrazio la Alpecin, una squadra che si adatta alle mie caratteristiche. Con loro sto davvero bene e mi hanno aiutato molto in questi mesi. Correre al fianco di Van der Poel poi è un onore».