GIRO D’ITALIA / Scinto contromano: «Mareczko, che errore. Bravi Cav e Bramati. La Ineos? Ha fatto bene a lasciare a casa Viviani»

Viviani
Elia Viviani in maglia Ineos alla Tirreno-Adriatico
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«Oggi tiro le orecchie a Mareczko che ha perso una grande occasione perché non capita tutti i giorni di avere come compagno di squadra che ti tira la volata un certo Van der Poel, per giunta in maglia rosa. Il fenomeno olandese si è messo a disposizione portando Jakub il più avanti possibile eppure lo sprinter della Alpecin Fenix non è riuscito a sfruttare questa bella opportunità e si è perso per strada.

«Può capitare in volate concitate e nervose di perdere la ruota del proprio uomo, okay, ma resto dell’idea che non deve succedere soprattutto quando le opportunità che hai a disposizione non sono poi così tante. Mareczko ha perso la ruota di Mathieu e a quel punto ha perso ogni probabilità di farcela: peccato ma la prossima volta faccia di tutto per non “scucirsi” dalla ruota dell’olandese e abbia più fegato di buttarsi nella mischia perché nelle gambe ha la dinamite e in questo Giro potrebbe regalarci e regalarsi una bella soddisfazione».

Luca per quanto riguarda Cavendish, invece, non finisce più di stupire…

«Mark è un mostro, lo conosco bene perché viene spesso in Toscana e lo scorso anno andammo insieme con le nostre Vespe a vedere il campionato italiano Under 23. Ha vinto di forza partendo lunghissimo ma la sua squadra è stata perfetta con Bramati che dall’ammiraglia la sta conducendo alla grande. Ieri sono stati perfetti, direi da manuale del ciclismo: non si sono mai visti, sono rimasti sempre al buio e poi sono usciti allo scoperto solo alla fine, quando era necessario. E che bravo Ballerini, davvero magistrale!»

Chi bocci invece?

«Beh, direi il Team Israel senza alcun dubbio. Si è mosso male e, soprattutto, troppo presto lasciando solo Nizzolo quando serviva».

Luca, ultima domanda: ma secondo te la Ineos-Grenadiers ha fatto bene a lasciare a casa Viviani?

«Per me ha fatto benissimo! Mi dispiace per Elia ma se sono il tecnico di una squadra che punta a vincere il Giro, la mia scelta è quella di non portare mai un velocista. Il team deve essere concentrato al mille per mille sull’intera posta e deve pensare sempre al proprio capitano, anche nelle tappe pianeggianti. Almeno io la vedo così».