GIRO D’ITALIA / Con Stefano Zanatta nelle strategie della Eolo-Kometa. «Puntiamo alle fughe “vere” e sulle salite aspettiamo Fortunato. Ma occhio anche a Diego Rosa»

Zanatta
Stefano Zanatta e Ivan Basso nell'ammiraglia della Eolo-Kometa alla Milano-Sanremo 2022
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E’ passato un anno da quando la Eolo-Kometa fece il suo esordio al Giro d’Italia. Una squadra giovane con licenza di andare in fuga, attaccare, farsi vedere… Poi arriva il 22 maggio ed è come se si realizzasse un sogno. Nel tappone dello Zoncolan trionfa Lorenzo Fortunato, bolognese di 25 anni alla sua prima vittoria tra i professionisti. La formazione di Ivan Basso e Alberto Contador riparte da quel successo per puntare più in alto.

«Il nostro approccio – conferma il direttore sportivo Stefano Zanatta, 58 anni – sarà quello dello scorso anno. Vogliamo animare la gara, essere presenti nelle fughe “vere”, quelle che vanno all’arrivo, per cercare di vincere le tappe».  

Fortunato, dopo l’exploit del 2021, parte con i gradi di capitano…

«Lorenzo si presenta al via con uno spirito ben diverso rispetto a quello dello scorso anno, quando era arrivato al Giro in extremis e senza avere nessun riferimento su cosa potesse fare. Ma la vittoria dello Zoncolan non è arrivata per caso, dato che poi ha saputo confermarsi vincendo l’Adriatica Jonica Race. Il Giro sicuramente gli ha fatto cambiare l’approccio alle gare e gli ha dato più fiducia nei suoi mezzi. Adesso ha la consapevolezza di poter fare buone cose in salita, senza avere grandi obiettivi da raggiungere. Nel team c’è tranquillità, ma partiamo convinti di poter far bene».

Per Lorenzo, obiettivo classifica?

«E’ importante avere l’approccio giusto, senza sfinirsi per non prendere dei secondi. Quello che conta è stare bene, non cadere, non avere problemi di salute: a quel punto se riuscirà a rimanere davanti nelle tappe più impegnative di conseguenza verrà anche la classifica e un buon piazzamento. Ma non partiamo con l’idea di fare classifica a tutti i costi. L’anno scorso è stato sedicesimo e la top ten ci potrebbe stare, ma se arriva dodicesimo o quindicesimo va bene lo stesso».

Come è strutturata la squadra?

«Abbiamo continuato a lavorare come abbiamo sempre fatto dal Giro dell’anno scorso quando siamo riusciti a trovare la “quadra” dei nostri uomini. Partiremo con l’idea di provare a entrare nelle fughe, abbiamo corridori più consapevoli in questo senso. Tutti i nostri ragazzi sono da fughe a cominciare da Fortunato, come ha dimostrato lo scorso anno nella tappa che ha vinto. Certo, per lui ormai sarà più difficile riuscirci, perché il gruppo lo controllerà».

In salita chi saranno gli uomini che gli staranno accanto?

«Soprattutto Diego Rosa e Vincenzo Albanese che è migliorato tantissimo in salita, poi c’è Davide Bais che è un discreto scalatore e Francesco Gavazzi che è un uomo di esperienza: cercheremo di utilizzarli anche come supporto a Lorenzo, ma non sarà una priorità. Preferiamo che siano davanti in un gruppo in fuga, piuttosto che tenere un uomo in più accanto a lui fino ai piedi ai della salita. Questo sarà il nostro spirito. Poi se l’ultima settimana Lorenzo sarà messo bene, avremo non solo Rosa, ma tutti gli uomini disponibili pronti ad aiutarlo».

A proposito di Rosa, dopo i tre anni alla Sky e il biennio sottotono all’Arkea, che Diego vedremo al Giro?

«Quando abbiamo iniziato la trattativa perché potesse venire da noi, l’obiettivo principale per lui era ritrovare gli stimoli per divertirsi e le giuste sensazioni per sentirsi gratificato. In questi cinque mesi abbiamo lavorato bene e secondo me al Giro di Sicilia ha dimostrato di essere sulla strada giusta. Arrivare davanti con Nibali e Caruso nella tappa dell’Etna (quinto, ndr) era una cosa che gli mancava da parecchio tempo. Penso che anche l’entusiasmo dei nostri giovani sia stato stimolante. Il fisico e le qualità per ben figurare le ha, adesso tocca a lui aver voglia di rimettersi in gioco: da noi la possibilità c’è. Ha esperienza, ha corso in grandi squadre, un suo consiglio per Albanese, Fortunato, Bais o Rivi è sicuramente ben accetto. Penso che Diego possa togliersi ancora delle belle soddisfazioni ma soprattutto darcele a noi. Deve solo far scattare i giusti interruttori…».

L’altro corridore di grande esperienza è Gavazzi…

«Francesco si è subito imposto all’interno del gruppo con l’esempio. Lo scorso hanno ha sfiorato la vittoria al Giro ed è un punto di riferimento per i compagni. Sa essere molto obiettivo, riesce a capire quando può fare qualcosa lui, ma sa anche muovere la squadra, insomma è un buon filtro tra noi direttori sportivi e i ragazzi in gruppo e soprattutto ha ancora voglia di dimostrare qualcosa. Vincere una tappa sarebbe il coronamento della sua carriera. Noi da parte nostra lo aiuteremo, arriva al Giro con una buona condizione.

E tra le vostre fila c’è anche uno dei pochissimi ungheresi del gruppo, Erik Fetter.

«Abita vicino Budapest, praticamente corre in casa le prime due tappe ed è molto “gasato” ed emozionato. E’ giovane, ha 22 anni, ma ha talento. Lo scorso anno ha vinto il campionato nazionale a crono battendo Attila Valter. Crediamo in questo ragazzo, siamo convinti che possa fare qualcosa di buono».

Concludendo, sarà una Eolo-Kometa ancora all’attacco, aspettando Fortunato sulle grandi salite…

«Lorenzo è giovane e nelle gare con salite dure è sempre rimasto con i migliori. Partiamo sereni, con la consapevolezza di avere una buona squadra con i nostri corridori pronti a cogliere le occasioni che si presenteranno giorno per giorno».