Giro d’Italia 2022, Aru scommette sull’amico Covi: «Può vincere la maglia bianca, ma il favorito è Almeida»

La grandissima vittoria di Fabio Aru a Cervinia, al Giro d'Italia 2015. In quell'edizione il sardo conquistò anche la maglia bianca
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Torre di controllo, Giro d’Italia 2022 in rampa di lancio. Nel ciclismo non si inventano diavolerie e in una corsa di tre settimane anche i giovani che affrontano per la prima volta un viaggio così lungo, faticoso e meraviglioso sanno che per diventare un giorno campioni devono iniziare a mordere l’asfalto e ad attaccare senza pensarci troppo.

Sono i giovani, gli eroi del ciclismo moderno che piace un mondo ai tifosi pronti a seguirli con entusiasmo sulle strade del Giro d’Italia 2022, gli attesi protagonisti di tre settimane che si preannunciano bellissime. Fabio Aru la maglia bianca, simbolo del miglior giovane della corsa rosa, l’ha vinta nel 2015. Un risultato impreziosito dalle due prestigiose tappe conquistate a Cervinia e sul Sestriere.

Il sardo sa cosa vuol dire essere un volto nuovo tra i giganti e giocarsela con il coraggio, la grinta, il talento e la tenacia. Per la classifica degli Under 25 di quest’anno Aru punta sull’amico ed ex compagno di squadra Alessandro Covi e si aspetta molto anche da Almeida e Sosa. La battaglia per portarsi a casa una maglia così importante, che può cambiare la carriera di un ragazzo come successe con il Cavaliere dei Quattro Mori, sarà infuocata.

Fabio, tra i tanti giovani interessanti al Giro d’Italia 2022, chi sono i favoriti per la maglia bianca?

«Sicuramente, se devo dare un nome parlando a livello internazionale, tra tutti scelgo Joao Almeida. Penso sia quello che negli ultimi due anni e sin dall’inizio di questa stagione, ha dimostrato di avere un’ottima condizione e di poter lottare per la maglia bianca, ma anche per una buona posizione in classifica generale. Per quanto riguarda gli italiani io faccio il tifo per “Ale” Covi: siamo amici, abbiamo un ottimo rapporto e siamo stati compagni di squadra. Anche Foss della Jumbo-Visma è un ottimo corridore. La mia percezione è che Almeida sia un gradino sopra gli altri».

Negli ultimi due anni il miglior giovane del Giro ha vinto anche la maglia rosa. Dopo Geoghegan Hart e Bernal, pensi che l’accoppiata possa riuscire anche ad Almeida?

«Questo non lo so dire. Ci sono altri atleti forti come Simon Yates e Richard Carapaz. Penso che potrà fare un bel Giro. L’anno scorso ha perso diversi minuti nella tappa di Montalcino, ma ha concluso la corsa in crescendo ed è sicuramente adatto alle tre settimane. Chissà che non possa essere l’anno buono per lui».

Rivedi in qualcuno il Fabio Aru che vinse due delle tappe più dure al Giro 2015?

«Sinceramente no, non mi rivedo in nessuno di questi. Almeida e Foss sono corridori molto adatti anche alle cronometro. A livello fisico il più simile a me forse è Sosa della Movistar: longilineo, magro e con una muscolatura molto fine».

Sosa arriva bene al Giro d’Italia 2022, con il successo alla Vuelta Asturia. Su un percorso così duro può fare la differenza?

«Potrebbe. Logicamente il nome di Almeida resta il faro per la maglia bianca. Sosa ha la possibilità di dimostrare sul campo quello che vale e potrebbe impensierire il portoghese della Uae Team Emirates».

Alessandro Covi, secondo sullo Zoncolan lo scorso anno, ha iniziato a vincere. Cosa ti aspetti da lui?

«Alessandro è un bel talento ed è cresciuto con gli step giusti. Ha dimostrato di saper vincere e penso che possa essere l’anno della sua consacrazione. Parliamo di un ragazzo molto solare, molto umile e per me è un amico. Io sicuramente faccio il tifo per lui».

Fabio che valore ha conquistare la maglia bianca al Giro d’Italia?

«Logicamente è una bella soddisfazione, è una maglia importante in un grande Giro. Un bellissimo obiettivo e a me fece piacere vincerla. Ho avuto la fortuna e la bravura di vestirla alla mia prima partecipazione nel 2013, poi nel 2014 quando la vinse Quintana e nel 2015 io».