GIRO D’ITALIA / Bramati lancia Cavendish: «Il livello delle volate è altissimo, ma Mark non smette mai di sorprenderci»

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Davide Bramati in una foto d'archivio alla Milano-Sanremo
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Squadra faro delle classiche del nord (anche se quest’anno hanno brillato solo alla Liegi con Evenepoel), la Quick-Step Alpha Vinyl è pronta a mettersi alla prova sulle strade del Giro d’Italia. Mark Cavendish, uomo di riferimento della squadra, è uno dei corridori di maggior successo alla corsa rosa con quindici tappe, una maglia ciclamino e quattro giorni in maglia rosa. Davide Bramati sa bene che questo bottino può essere aumentato…

«Mark è il capitano, non ci sono dubbi – spiega Bramati – Sa come si vince al Giro o nelle altre corse a tappe, abbiamo visto tutti cos’è riuscito a fare lo scorso anno al Tour de France. Può contare su molti corridori forti che si metteranno al suo servizio negli sprint, lanciandolo dalla migliore posizione verso il traguardo».

Qual è la sua condizione?

«Sta bene, quest’anno è andato a centro già tre volte. In Oman, all’UAE Tour e alla Milano-Torino proprio in Italia. Ha superato bene il brutto periodo ricco di bronchiti e influenze e si presenta al via del Giro con tanta voglia di fare».

Il suo treno come sarà formato?

«L’ultimo uomo sarà Michael Morkov, uno dei migliori al mondo e che con Cavendish ha un rapporto speciale. I due si conoscono alla perfezione e sono una delle coppie più temibili per questa corsa rosa, anche se la concorrenza è spietata. Faranno parte del treno anche Davide Ballerini, Bert Van Lerberghe e Pieter Serry».

Per Ballerini solo un lavoro di gregariato?

«Negli sprint a ranghi ridotti dopo una tappa più dura dove Cavendish non riesce a tenere le ruote del gruppo, Davide potrà dire la sua, se la condizione lo supporta».

La squadra come viene completata?

«Ci saranno James Knox e Mauri Vansevenant, due giovani scalatori che potranno mettersi in proprio quando la strada inizierà a salire».

Ambizioni di classifica per loro?

«Difficile dirlo ora. Vedremo giorno dopo giorno cosa succederà. Certo non ci tiriamo indietro se vediamo delle opportunità, è nella nostra natura cercare di raccogliere il massimo dalla corsa. Sappiamo che non saranno tre settimane facili…»