GIRO D’ITALIA / La Cofidis vuole fare le cose in grande. Damiani: «Martin è pronto, lotterà con i migliori. Cimolai e Consonni le punte per le volate»

Damiani
Roberto Damiani, direttore sportivo della Cofidis, alla Parigi-Roubaix 2022
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Sarà una Cofidis grande protagonista al Giro d’Italia. Non ci gira intorno Roberto Damiani, che lo scorso anno si tolse la soddisfazione di vincere una bellissima tappa con Victor Lafay a Guardia Sanframondi. L’obiettivo della formazione francese sarà riconfermarsi, portando a casa un successo intermedio, ma perché no anche lottare per la classifica generale.

A questo proposito Guillaume Martin proverà a fare le cose in grande. Giunto alla piena maturità sportiva, lo scalatore transalpino vuole dimostrare a tutti che le top-ten raggiunte al Tour e alla Vuelta nel 2021 non sono state frutto del caso. Con una concorrenza leggermente minore rispetto alla Grande Boucle, il capitano della Cofidis ha intenzione di migliorare i propri piazzamenti, magari vincendo anche una importante tappa di montagna.

Damiani, chiedere il podio è forse un po’ troppo?

«Guillaume è forte e sta bene, ma per il podio ci sarà da combattere. Carapaz, Almeida, Landa, Yates e Lopez partono un gradino sopra a tutti, ma sappiamo com’è il Giro d’Italia. Ci riserva sorprese in ogni tappa. Non dimentichiamoci di corridori come Bardet, Ciccone, Bilbao, Kelderman, Hindley, Buchmann, Carthy, Dumoulin. Tutti ambiranno a entrare come minimo nei dieci».

Quindi cosa ci dobbiamo aspettare da Martin?

«Che sia comunque un grande protagonista. Con lui proveremo a restare in classifica, ma se le cose dovessero mettersi male, possiamo tranquillamente lasciar perdere la generale e puntare a una vittoria di tappa. Lo scorso anno fu una grande soddisfazione vincere con Lafay: il nostro obiettivo principale è ripetersi».

Il team Cofidis, guidato da Damiani, alla Milano-Sanremo 2022

Chi avrà al suo fianco?

«Al netto di cambiamenti dell’ultimo minuto per Covid o infortuni, ci schiereremo al via di Budapest con Cimolai, Consonni, Kreder, Perez, Perichon, Rochas e Villella. Insomma, due squadre, una per la montagna e una per le volate».

Per le volate avrete Consonni e Cimolai. Come arrivano al Giro?

«Hanno corso a Francoforte e sono stati abbastanza bravi. Certo la concorrenza lì era davvero di altissimo livello. Le tappe del Giro sono sempre molto movimentate e gli arrivi in volata non sono mai scontati. Per questo due corridori come loro, capaci di tenere anche sulle brevi salite, potranno giocarsi le proprie carte».

Una possibile sorpresa della tua squadra?

«Vi direi di tenere d’occhio Rémy Rochas, 25enne scalatore che può sia supportare Martin sia mettersi in proprio andando all’attacco».