PARIGI-ROUBAIX / Le clamorose forature (e non solo) di Laporte e Van Aert spiegate da Enrico Pengo, meccanico della nazionale

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Non sono sfuggiti agli appassionati di tecnica i problema occorsi a due dei favoriti della Parigi-Roubaix, per altro della stessa squadra, Wout Van Aert e Christophe Laporte. I due corridori della Jumbo-Visma hanno dovuto mettere piede a terra, in momenti diversi, per un incidente al loro cerchio posteriore Shimano Dura-Ace della serie 9100. La ruota infatti si è danneggiata, come dimostrato da diversi video amatoriali riportati poi sui vari social network.

Van Aert ha prima forato affrontando la Foresta di Arenberg, poi, dopo aver colpito duramente il pavé, ha danneggiato il proprio cerchio. Stesso episodio per il suo compagno Laporte, ma in un altro settore. Con lo storico meccanico Enrico Pengo, attualmente al servizio della nazionale di Daniele Bennati, abbiamo provato a dare una spiegazione. Sentite cosa ci ha detto…

PARIGI-ROUBAIX / Le clamorose forature (e non solo) di Laporte e Van Aert spiegate da Enrico Pengo, meccanico della nazionale

«Non abbiamo le immagini di quanto successo prima del piegamento, quindi è difficile dare qualcosa per certo. Possiamo però fare delle considerazioni. Entrambi prima del problema hanno forato. In una classica come la Parigi-Roubaix basta pedalare cento metri con la ruota a terra, e quindi con a diretto contatto con le pietre, per danneggiare il cerchio.

«Non dimentichiamoci inoltre che le biciclette moderne sono estremamente rigide: il telaio è estremizzato e i manubri sono integrati. Mettiamoci inoltre che le ruote sono ad alto profilo (non ottimali per la Roubaix) e con pochi raggi ed ecco che possiamo dare un motivo: meno elasticità. Van Aert e Laporte non sono nemmeno due pesi leggerissimi…»