Parigi-Roubaix Donne / Balsamo: «Bisogna essere pronte dal primo all’ultimo chilometro»

Elisa Balsamo in azione in maglia iridata alla Parigi-Roubaix 2021 (foto: PresseSport)
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Sabato mattina nella piazza del municipio di Deinan tutti gli occhi saranno puntati sulla nostra Elisa Balsamo. E non solo perché veste la maglia più bella del gruppo, quella iridata. La campionessa piemontese è reduce da una primavera intensa nella quale ha vinto tre delle sette gare WorldTour finora disputate, successi che la hanno proiettata al primo posto della classifica mondiale.

La Roubaix sarà l’ultimo impegno importante della prima parte della stagione, poi salterà le Ardenne per tornare alla “sua” pista dal 21 al 24 aprile a Glasgow, prova di Coppa del mondo.

Che Elisa Balsamo sia un po’ stanca non lo nasconde, ma aspettiamocela combattiva come sempre sulle pietre del Nord. Per lei è quasi come chiudere un cerchio: lo scorso anno fu la prima gara che corse dopo la vittoria di Leuven, adesso torna dopo aver dimostrato sul campo che non si diventa campionesse del mondo per caso…

«Sono contenta – racconta – di aver avuto la possibilità di correre due Roubaix con la maglia iridata. Ho anche un po’ di timore soprattutto per il tempo, spero che questa volta ci sia il sole. Mi sono preparata bene e abbiamo nuove bici messe a punto per il pavé. Sarà sempre dura, ma spero un po’ meno dello scorso anno quando mi ci è voluta una settimana per recuperare dal dolore alle mani…».

E chi può dimenticare la prima, storica, edizione della Roubaix donne corsa lo scorso 2 ottobre con un tempo che più infernale non si poteva…

«E’ stato un giorno speciale – ricorda Elisa – ma anche una corsa folle e in qualche modo epica. Sono caduta ma sono riuscita a concluderla (è arrivata 57ª, ndr) ed entrare nel velodromo tra gli appalusi della gente è stato fantastico».

Che Roubaix si prospetta per Elisa? La Trek-Segafredo è fortissima, sebbene non ci sia la vincitrice dello scorso anno, Lizzie Deignan, in dolce attesa del secondo figlio.

«Sinceramente non lo so – afferma l’iridata – penso che ho bisogno di qualche anno in più per migliorare in corse di questo tipo. Di sicuro darò una mano alle mie compagne. Ci possono essere attacchi da lontano nei tratti di pavé, per cui bisogna essere pronti dal primo all’ultimo chilometro». 

La campionessa piemontese ha cominciato un lungo corteggiamento con la più “infernale” delle corse e prima o poi quel velodromo di Roubaix la vedrà a braccia alzate…