Van der Poel spiega: «Non posso seguire tutti gli attacchi, la Ineos è stata superiore. Alla Roubaix sarà diverso, sono in buona condizione»

Mathieu Van der Poel all'arrivo del Mur de Bretagne al Tour de France 2021 (foto: A.S.O./Charly Lopez)
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È stata un’Amstel Gold Race tiratissima e Mathieu Van Der Poel, senza alcun dubbio, l’uomo più controllato di tutto il gruppo. Provare un’azione era pressoché impossibile, tanto che il fenomeno olandese si è dovuto accontentare del quarto posto finale. Quando Kwiatkowski e Cosnefroy sono andati via, tutta la responsabilità dell’inseguimento è ricaduta su di lui.

«L’Amstel è sempre una gara difficile, anche quando è controllata. Hai muri molto impegnativi e tatticamente è impegnativa da gestire. La mossa decisiva sul Keutenberg è andata bene, ho preso il mio ritmo ed ero con il gruppo, pur essendoci due corridori della Ineos che potevano contare sulla superiorità numerica. È chiaro che non ho le gambe per rispondere agli attacchi di tutti, così quando Kwiatkowski è andato c’è stato poco da fare».

Ma Van der Poel non si fascia la testa. Pur volendo fare bene nella corsa di casa, l’olandese sa bene che il vero obiettivo è domenica prossima, quando sarà alla partenza della Parigi-Roubaix. Terzo lo scorso anno alle spalle di Colbrelli e Veermersch, Mathieu ora ha in mente solo la vittoria.

«Sono dove voglio essere. L’Amstel non si mi addice quanto il Fiandre o la Roubaix, quindi sono felice di essere di nuovo davanti, segno che la condizione è buona. Domenica sarà completamente diverso».