Guercilena è pronto a tornare in ammiraglia dopo la malattia: «Ho avuto grande paura, ma la situazione sta migliorando. Sono vicino a Popovych»

Guercilena
Luca Guercilena in una foto d'archivio al campionato italiano 2021
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Quasi otto mesi dall’ultima volta, al Trofeo Laigueglia Luca Guercilena risalirà in ammiraglia per seguire da vicino i suoi ragazzi. Era il 13 luglio scorso quando al team manager della Trek-Segafredo venne diagnosticato un linfoma nella parte addominale e al collo. Ma prima del grande giorno del suo rientro alle corse, il lombardo racconta la sua lotta contro la malattia tra le pagine della Gazzetta di questa mattina…

«Durante il Tour de France sentivo dei dolori un po’ strani alla schiena e all’addome – ha raccontato Guercilena a Ciro Scognamiglio – Mi sono andato a controllare ad Andorra, perché la corsa passava da quelle parti ed è arrivata la notizia. Una volta rientrato in Italia mi ha seguito a Milano il dottore Antonio Dell’Acqua, un amico che avevo allenato in passato. Mi ha aiutato non solo come professionista, distraendomi nei momenti duri».

Le cure, nove cicli tra immunoterapia e chemioterapia, hanno lentamente migliorato le condizioni di Guercilena. Il dolore fisico e psicologico era molto. Ma fortunatamente già a metà dicembre gli esami avevano evidenziato una forte riduzione delle masse principali e l’assenza di cellule malate.

«All’inizio avevo grande paura perché andavo verso l’ignoto e io sono abituato ad avere un agenda programmata per i successivi 18 mesi – ha continuato – Poi ho iniziato a vedere il bicchiere mezzo pieno, con le cure che facevano effetto. Da novembre ho fatto altri tre cicli, ora i prossimi controlli devo farli a metà marzo. Intanto dopo Laigueglia conto di essere alla Strade Bianche e alla prima tappa della Tirreno».

L’emozione di tornare a lavorare in ammiraglia è tanta. Il ciclismo è sempre la sua vita e non può tirarsi indietro quando si comincia a parlare della “sua” Trek-Segafredo.

«Mi aspetto conferme dai corridori che sono con noi da molti anni, ma anche dai giovani. Ciccone deve tornare quello del 2019. Il ragazzo che in salita non aveva paura di attaccare e che al Giro vinse la tappa del Mortirolo e al Tour vestì la maglia gialla. Del team femminile voglio parlare poco e fare tanto, dal minimo salariale che abbiamo imposto al pari degli uomini fino all’adeguamento dei premi delle corse».

Un pensiero infine all’amico Popovych, direttore sportivo della Trek-Segafredo che ha dichiarato nei giorni scorsi di voler tornare in Ucraina per combattere l’invasione dei russi. «Siamo in contatto tutti i giorni e sta organizzando gli aiuti umanitari. Noi siamo pronti ad aiutarlo per quello che possiamo».