
Una “palla di cannone” ha attraversato il lungomare di Abu Dhabi. Sferrata dall’artiglieria pesante della Quick-Step Alpha Vinyl, porta il nome di Mark “Cannonball” Cavendish. Il velocista britannico ha conquistato con una volata di pura potenza la seconda tappa dell’UAE Tour, primo appuntamento World Tour della stagione. Non è stata, invece, la prima volta che Cavendish ha alzato le braccia al cielo nel 2022.
Sempre nella Penisola arabica, al Tour of Oman, si era imposto in una folta volata di gruppo. E pensare che proprio le strade arabe nel 2020 stavano sancendo il suo declino. In quell’anno, infatti, in maglia Bahrain-McLaren, tra Saudi Tour e UAE Tour, svolgeva il ruolo di ultimo uomo di Phil Bauhaus. Un compito che lasciava intendere che la mitica carriera di Cavendish fosse ormai agli sgoccioli. Complici i grossi ostacoli comparsi nel percorso, tra l’infezione all’Epstein-Barr (un terribile virus responsabile della mononucleosi infettiva) e una successiva tormentosa depressione. Da qui l’annuncio di un ritiro vicino. In realtà “Cannonball” non se l’è mai sentita di appendere definitivamente la bici al chiodo.
Dentro di se sentiva che aveva ancora qualcosa da dare e da dimostrare al ciclismo mondiale. L’unico ancora a credere in questo, finché non arrivò la chiamata di Patrick Lefevere. Il team manager della Quick-Step, squadra in cui Cavendish aveva già militato nel 2015, riuscì ad intravedere quello che nessun altro fu in grado di scorgere. La scintilla sulla quale Lefevere aveva scommesso, presto si trasformò in una grande fiamma. Così nella stagione 2021 Mark Cavendish passò dalle lacrime alle urla di gioia delle quattro vittorie al Giro di Turchia. Seguirono le altrettante quattro al Tour de France, per eguagliare il primato di successi di tappa nella Grande Boucle di Eddy Merckx (34) ed entrare definitivamente nella leggenda del ciclismo. Tutto firmato a 36 anni di età, passando dal tramonto all’apice di una carriera intera.
Ma lui resta il “Cav” di sempre, con un sorriso perpetuo stampato in faccia e il gusto di pedalare e gareggiare ritrovato a pieno. È la serenità che lo contraddistingue, come ha fatto notare di recente sulle colonne di Bicisport: “Dopo i successi del 2021 non è cambiato nulla. Attenzione, non è una frase fatta. Semplicemente arrivato a 36 anni non sto più a guardare queste cose. Mi alleno con impegno, vado alle corse e prendo quello che arriva. Stare a pensare troppo è sbagliato, meglio godersi le corse e la bicicletta“. Negli antipasti della nuova stagione “Cannonball” ha già presentato il suo biglietto da visita per il 2022. Lo spettacolo è assicurato, mettevi comodi.













