Il caso Aerts sconvolge il ciclocross: positivo all’antidoping per un farmaco contro il cancro al seno

Toon Aerts in azione al Superprestige Cyclocross Gavere
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La vicenda è abbastanza curiosa e allo stesso tempo grave. Toon Aerts, 28enne belga fuoriclasse del ciclocross con la maglia della Baloise Trek Lions, è stato trovato positivo a un controllo antidoping il 19 gennaio scorso. Si è trattato di un controllo fuori dalle competizioni, ma è la sostanza rintracciata nelle urine del crossista vincitore di quattro gare in questa stagione – oltre al sesto posto al mondiale di Fayetteville – a lasciare interdetti: si tratta del letrozolo, un farmaco antitumorale al quale si ricorre per il trattamento del cancro al seno e alle ovaie. Serve per diminuire la quantità di ormoni estrogeni (femminili) e quindi priva del nutrimento le cellule tumorali. Un trattamento che può durare anche parecchi anni. Cerchiamo di capirne di più su quibicisport.

Aerts positivo al letrozolo: il comunicato dell’Uci

Negli sportivi il letrozolo è vietato dal 2001: nell’uomo aiuta a riequilibrare il livello di testosterone alterato dall’assunzione degli steroidi. L’UCI, a tal proposito, conferma che è stata notificata una positività per il metabolita del letrozolo (Bis-4-ciano-fenil-metanolo) al crossista belga Toon Aerts in un campione raccolto durante un controllo fuori corsa svoltosi il 19 gennaio 2022. Il corridore ha diritto di richiedere e assistere all’analisi del proprio campione B e nel frattempo ha dichiarato: «Farò ogni cosa che posso per provare la mia innocenza e il mio nome. Il prodotto, questo metabolita del letrozolo, non l’ho mai sentito e non so come possa essere entrato nel mio corpo. Io sono sempre stato contro il doping e mi considero un atleta esemplare, lo sono sempre stato».

I precedenti casi in Italia: Errani e Mornati

Parlando dei casi italiani, i precedenti sono due: la tennista Sara Errani, sospesa per due mesi per contaminazione alimentare: dimostrò che il letrozolo, usato dalla mamma, era finito accidentalmente nell’impasto dei tortellini. E il canottiere Niccolò Mornati, che ha avuto 4 anni di squalifica, successivamente ridotti a due.

Il letrozolo e i suoi metaboliti sono qualificati come sostanze specificate nell’elenco delle sostanze proibite dell’Agenzia mondiale antidoping e pertanto non richiedono l’imposizione di una sospensione provvisoria obbligatoria nei confronti del ciclista. L’UCI segnala sistematicamente potenziali violazioni delle regole antidoping tramite il suo sito web quando si applica una sospensione provvisoria obbligatoria.

Nei casi in cui non vi sia una sospensione provvisoria obbligatoria, l’UCI rende pubbliche le Violazioni del Regolamento Antidoping solo al termine del procedimento, a meno che l’esistenza dell’AAF non sia resa pubblica da un’altra parte prima che venga presa una decisione, come nel caso riportato. In questa fase della procedura, l’UCI non commenterà ulteriormente la questione. Aerts avrà diritto di fare le controanalisi e solo successivamente l’UCI emetterà il suo verdetto.