Sagan risponde ai detrattori: «Non mi interessa quello che dice la gente. Sono ancora qua per vincere»

Sagan
Peter Sagan con la maglia della nazionale slovacca ai Mondiali 2021 nelle Fiandre
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Un tre volte campione del mondo come Peter Sagan non lo si può mai sottovalutare. Alcuni hanno visto il suo passaggio alla TotalEnergies come un passo indietro, specie dopo due anni abbastanza complicati nelle quali è riuscito in tutto a ottenere solamente sei vittorie.

Lo slovacco comunque non si preoccupa della definizione di “corridore finito” che alcuni detrattori gli stanno affibbiando, rispondendo al quotidiano L’Equipe in questo modo.

«Non mi interessa ciò che dice la gente. Se si presta troppa attenzione a queste cose si finisce distrutti. Io non me ne preoccupo. È vero, ho vinto solo una corsa nel 2020, ma è stato un anno particolare condizionato dalla pandemia. Non bisogna farsi condizionare troppo. In tutte queste stagioni ho imparato una cosa: nel ciclismo, se rimani concentrato, il successo arriverà da solo. Ci vuole forza di volontà e voglia di sacrificarsi, ma io queste cose ce l’ho».

Anche per questi motivi, Sagan allontana il giorno del suo ritiro. «Una volta sola ho pensato seriamente al ritiro. Era il 2015 e avevo problemi al ginocchio e all’anca dovuti al sovrallenamento. Piano piano ho recuperato e ritrovato la strada giusta, vincendo il Fiandre, la Roubaix, tappe al Tour e mondiali. Sono ancora qui».

Sagan non manca poi di parlare della stagione che tra poco entrerà nel vivo. La TotalEnergies correrà in suo supporto, ma lui mette le mani avanti. «Non ho obiettivi personali. So che la squadra mi ha voluto per fare i punti necessari per ottenere la licenza WorldTour. Possiamo fare bene nelle classiche del nord perché abbiamo una squadra forte con specialisti come Turgis, Terpstra, Boasson Hagen e Petit».