Iserbyt imbufalito, attacca il governo belga sul Covid: «Limita le nostre libertà»

Eli Iserbyt in fase di warm up nella prova di Coppa del Mondo di ciclocross in Val di Sole
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Un j’accuse, un attacco frontale che forse potrebbe avere delle ripercussioni. Eli Iserbyt, leader della Coppa del Mondo di ciclocross, ha attaccato senza mezze misure il governo belga: secondo il corridore-crossista classe 1997 della Pauwels Sauzen-Bingoal, vanno fatti dei progressi nella lotta al Covid e non rendere più aspre e dure le misure di contenimento, limitando le libertà delle persone e di conseguenza, l’assenza del pubblico negli eventi sportivi, di cui lui è protagonista. Le sue dichiarazioni, su quibicisport.

Ecco le parole di Eli Iserbyt, pubblicate dal crossista belga su Twitter: «Questa foto mi rende felice… In un mondo normale. Oggi, mi rende triste in molti modi. Il Covid è iniziato nel 2019. È qui nel 2021 e lo sarà anche nei prossimi anni. Per favore governo, cercate di fare dei progressi nel convivere con il Covid e non pensate di poterlo risolvere limitando la nostra libertà».

Un dissenso che era stato espresso anche da Wout Van Aert, dopo la vittoria nella prova di Coppa del Mondo a Dendermonde: «Non ho capito perché non sia stata autorizzata la presenza del pubblico lungo il percorso. Non è troppo pericoloso».

Insomma da parte degli atleti c’è una chiara richiesta di maggiore elasticità da parte dei governi e delle autorità locali. Nel 2022 la situazione migliorerà? Lo “schieramento” dei crossisti è unito e compatto. Ora tocca a chi ha potere prendere le decisioni migliori. In ogni caso, lo spettacolo continuerà.