Le Strade Bianche di Romagna entrano nel Prestigio, parla Selleri: «Corsa recente dal sapore antico. Scalatori nuovamente protagonisti»

Selleri
Marco Selleri in una foto d'archivio al campionato europeo di Trento
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Il Prestigio 2022, rispetto all’ultima edizione vinta nel finale dal campione del mondo Filippo Baroncini, cambierà di poco o nulla. Il calendario rimane pressoché simile, con alcune esclusioni e alcune aggiunte che dovrebbero rendere ancora più combattuto il trofeo.

Tra le new-entry figura una corsa recente ma dal sapore antico come le Strade Bianche di Romagna, organizzata da Marco Selleri e lo staff di ExtraGiro. Conquistata nel 2021 da Alex Tolio della Zalf grazie a una bellissima azione da lontano, la gara si ricandida a essere una delle più spettacolari dell’intero calendario. Cerchiamo di scoprirla nei dettagli proprio con Selleri…

Selleri, come nasce la Strade Bianche di Romagna?

«Nasce quando nel 2010 diedi vita a un percorso permanente di 80 chilometri attorno a Imola che prevedeva tratti di sterrato. Con il tempo mi sono detto “perché non dedicare una corsa agli Under 23 proprio su queste strade”? E così è nata. Nel 2021 saremo alla quinta edizione».

Una corsa caratteristica e diversa dalle altre…

«Sai, questi ragazzi quando passeranno professionisti si troveranno ad affrontare la Strade Bianche vera, quella dello sterrato senese. La filosofia del mio gruppo di lavoro è da sempre la stessa. Vogliamo preparare gli Under 23 al mondo dei grandi, dedicando loro classiche e corse a tappe».

Che percorso avremo nel 2022?

«Lo stesso di quest’anno. Per tre edizioni la Strade Bianche di Romagna si è svolta su quel percorso permanente di cui parlavo prima, poi lo scorso anno abbiamo deciso di cambiare. Niente più Imola, ma la Valle del Conca, verso il mare».

E come è cambiata?

«Abbiamo notato che ci sono un po’ meno tratti in sterrato, ma ne abbiamo guadagnato in dislivello. La Valle del Conca è ricca di colline e di saliscendi che induriscono la corsa e la rendono più imprevedibile. Comunque è una gara davvero impegnativa, direi quasi per scalatori».

Basta guardare l’ordine d’arrivo infatti…

«Tolio ha vinto chiudendo davanti a Verre, che sarà professionista con l’Arkèa e ha fatto sesto al Giro, Lucca, Hellemose, Garofoli e Puppio. Tutti bei nomi…»

Parliamo invece della collocazione in calendario. Si correrà il 4 giugno…

«Una collocazione in calendario che ci piace molto. Il 4 correremo la Strade Bianche, il giorno seguente il città di Meldola e il 9 scatterà il Giro Under 23. La vicinanza con la corsa rosa ci permetterà di avere al via di queste altre due gare una startlist di livello altissimo. Per i ragazzi sarà importante per testare la gamba in vista dell’appuntamento più importante, quello con la maglia rosa».

A proposito di Giro, come procede la costruzione della prossima edizione?

«Direi che siamo a metà dell’opera. Come ben sapete non è facile organizzare una corsa a tappe così lunga per Under 23 e i motivi sono tanti. Voglio essere ottimista, la strada indirizzata sembra essere quella giusta. Mi fa molto piacere avere una miriade di richieste anche di squadre straniere. Al momento sono già 45 le squadre che mi hanno chiesto di partecipare. Mai mi era capitato di avere 6 belghe, 3 inglesi, 3 spagnole, 2 australiane ecc…».

Come si farà la scrematura?

«Non sarà semplice ma ovviamente guarderemo alla qualità della rosa. Come sempre avremo un occhio di riguardo alle italiane, che però con il tempo si sono sempre più indebolite. Inoltre abbiamo fatto richiesta all’UCI per avere 37 squadre al via, ognuna con cinque atleti per un totale di 185 corridori».