Prestigio 2022. Petrucci il favorito braccato da Raccani e Ciuccarelli. Occhio agli “stranieri” Frigo e Garofoli

Mattia Petrucci arriva in solitaria sul traguardo di Ovada (foto: Rodella)
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Detto dell’accesa sfida tra i “non continental“, i quali hanno comunque ottime chance di potersi piazzare nelle zone alte della classifica generale, parliamo adesso di quei corridori che puntano alla vittoria del Prestigio e invece fanno parte di formazioni continental. Il favorito d’obbligo è Mattia Petrucci, quest’anno secondo soltanto a Filippo Baroncini e per una questione numerica: i due, infatti, hanno concluso a pari punti, ma il trionfo è andato all’iridato poiché ha conquistato ben due prove contemplate dal Prestigio (una tappa al Giro e la cronometro dei campionati italiani), mentre Petrucci nessuna (la Coppa Caduti di Reda e la Coppa Città di Ovada, le due affermazioni stagionali centrate dal corridore della Colpack, non rientravano infatti nel calendario della nostra challenge).

Petrucci è un corridore solido e completo: terzo a San Vendemiano, nella prova in linea dei campionati italiani e nella generale del Valle d’Aosta, secondo nella Bassano-Montegrappa, alla Piccola Sanremo e al Piccolo Lombardia. E’ uno scalatore eccellente e la resistenza non gli manca. Sarebbe potuto passare professionista già quest’anno, invece ha preferito rimanere alla Colpack per vivere un’annata da capitano che potrebbe diventare trionfale. A meno di imprevisti sarà l’uomo da battere.

Alle sue spalle si agita un drappello di corridori niente male. A partire da Riccardo Ciuccarelli, quinto assoluto quest’anno e secondo tra i “non continental” del Prestigio. Lo scalatore della Biesse-Carrera ha mostrato doti importanti, vincendo una tappa al Giro e il Gp di Poggiana. Ha già firmato con Gianni Savio a partire dal 2023: l’obiettivo principale sarà quello di riconfermarsi, poi possibilmente migliorarsi, ma la garanzia d’avere un contratto per passare nella massima categoria potrebbe fornirgli una dose non indifferente di serenità.

Otto giorni dopo la stoccata di Ciuccarelli a Poggiana è arrivata quella di Simone Raccani a Capodarco. Rimasto alla Zalf, Raccani nella seconda parte di stagione ha dimostrato di che pasta è fatto: oltre all’acuto di Capodarco, infatti, vanno segnalati l’ottavo posto alla Bassano-Montegrappa, il settimo alla Piccola Sanremo, il quarto a Corsanico, il terzo al Medio Brenta e alla Zanè-Monte Cengio e soprattutto l’altra vittoria stagionale, quella nel Giro della Provincia di Biella. Questi tre scalatori si affronteranno tanto nelle classiche più impegnative quanto nelle corse a tappe, le gare che potenzialmente danno più punti. Non si risparmieranno.

Altri nomi interessanti sono quelli di Jacopo Menegotto, passato dalla General Store alla Qhubeka e quest’anno secondo a San Vendemiano e nell’ultima tappa del Giro, e Francesco Busatto, che invece alla General Store di Giorgio Furlan ci arriva dopo un’ottima prima stagione tra i dilettanti con la Campana Imballaggi di Alessandro Coden durante la quale è salito sul podio della Milano-Busseto, secondo, e della Piccola Sanremo, terzo.

Nelle frazioni di alta montagna dovrà mettersi in luce Gabriele Petrelli del Cycling Team Friuli, pronto a dare il massimo per strappare una chance tra i professionisti, mentre Sergio Meris della Colpack è uno scalatore adatto anche alle salite che si trovano nelle prove di un giorno (non a caso quest’anno è arrivato settimo al Gp Somma, quinto alla Coppa Caduti Nervianesi e secondo a Corsanico).

Ma i velocisti non rimarranno certamente in disparte. Di corse a loro congeniali ce ne sono diverse: Firenze-Empoli, San Geo, Popolarissima, Vicenza-Bionde, Liberazione, Porto. E altre ancora potrebbero concludersi in volata, in caso di giornata meno scoppiettante del solito. A queste vanno aggiunte le tappe pianeggianti delle corse a tappe, che non mancheranno. Insomma, alcuni di loro meritano attenzione. Magari Kevin Bonaldo della Qhubeka, già terzo alla Firenze-Empoli quest’anno e atteso al definitivo salto di qualità, e Giosuè Epis della Iseo Rime Carnovali, capace di vincere una gara (a Sommacampagna) e di raccogliere diversi piazzamenti indicativi alla prima stagione tra i dilettanti.

Ma non si può certo tralasciare Gidas Umbri della Colpack, nel 2020 medaglia d’argento agli europei di pista col quartetto dei professionisti. Nel 2021 da velocista puro ha trionfato al Gran Premio Città di Valenza e alla Milano-Busseto. Secondo Ivan Quaranta, uno dei suoi direttori sportivi, può diventare l’Under 23 più forte d’Italia. Seguirlo è il minimo che si possa fare.

Tra i favoriti del Prestigio, infine, rientrano a pieno diritto anche alcuni azzurri di belle speranze che corrono all’estero nelle formazioni development, vale a dire le squadre di sviluppo delle continental e delle World Tour che stanno prendendo piede sempre di più. In quella della Groupama-Fdj c’è Lorenzo Germani, uno dei nostri migliori juniores che ha chiuso la prima annata tra i dilettanti con un ottimo secondo posto nella classifica generale del Tour du Pays de Montbéliard, breve corsa a tappe francese.

Alla Dsm c’è Lorenzo Milesi, abile cronoman che sa difendersi in salita, mentre dalla stessa Dsm si è trasferito all’Astana Gianmarco Garofoli, probabilmente il nostro talento più cristallino: nel 2021, dunque a metà della sua prima stagione tra gli Under 23, ha vinto in solitaria al termine di una grandissima azione la frazione regina del Valle d’Aosta, chiuso poi al secondo posto. Lo stesso risultato raccolto da Marco Frigo nella cronometro dei campionati italiani, battuto soltanto da Baroncini. Frigo è passato alla Israel, quasi assicurandosi il passaggio nella massima categoria a partire dal 2023: attaccante completo, anche lui potrà dire la sua per la conquista del Prestigio. Così come Davide Piganzoli della Eolo-Kometa, decimo quest’anno nella classifica generale del Giro d’Italia.