Mentre per un motivo o per un altro molti corridori rescindono il loro contratto con il team Dsm, Romain Bardet sembra aver trovato finalmente l’ambiente giusto per esprimersi al meglio. Certo, i podi del Tour de France sembrano molto lontani dalle prestazioni che ha offerto quest’anno il francese, ma sicuramente c’è stato un importante passo in avanti rispetto alle ultime stagioni.
Bardet, meno vincolato dalle richieste della squadra, non ha corso il Tour de France quest’anno, preferendo le classiche e il Giro d’Italia. Già in passato infatti il transalpino aveva dimostrato di avere un buon feeling con le corse di un giorno. Vedasi il podio mondiale a Innsbruck e quelli a Strade Bianche e Liegi-Bastogne-Liegi.
«Avevo bisogno di questo cambiamento – spiega Bardet a CyclingNews – Ero felice all’Ag2r ma era diventata una situazione troppo comoda. Sarei potuto restare lì per altri quattro o cinque anni perché mi sentivo in famiglia, ma io avevo bisogno di persone che mi spingessero oltre. Avevo molto da perdere, lo ammetto, ma è andata bene».
Con altrettanta sincerità Romain Bardet parla anche del suo rapporto “problematico” con il Tour de France e tutte le pressioni che comporta l’essere uno scalatore francese. «Devo essere onesto con me stesso. Al Tour 2018 ho vissuto un sogno che ho provato a ripetere negli anni successivi. Ma era chiaro che qualcosa non stava più funzionando, stavo perdendo tempo negli anni della mia piena maturità. Anche quest’anno potevo andare alla Grande Boucle, ma per fare cosa? Arrivare decimo? A questo punto ho preferito giocarmi la Vuelta».
In Spagna, Bardet ha conquistato una bellissima tappa in cima a Pico Villuercas dopo essere uscito di classifica per una brutta caduta. Alla Vuelta però lo si è visto anche lavorare per gli altri, un ruolo che non gli è affatto dispiaciuto ricoprire. «C’erano dei giorni in cui lavoravi per il velocista, altri in cui lottavi per entrare in fuga nelle tappe di montagna. Mi sono divertito perché non ero l’unico leader e avevo molte meno pressioni».
Ora però arriva il 2022 e Bardet sta pensando di tornare al Tour. «Mi piacerebbe tornare alla Boucle, ma allo stesso tempo vorrei correre due grandi Giri. Quest’anno è andata bene con Giro d’Italia e Vuelta, c’è lo spazio necessario per andare forte in entrambe le corse. Poi non dimentichiamo che in Francia ci saranno Pogacar, Bernal e Roglic che monopolizzeranno le tre posizioni del podio»














